Enhavo:



S.Pasqua 2005

S.kta Pasko 2005

Testo proposto da mons. Giovanni Balconi
In trasparenza disegno di padre Luigi Alfano

Teksto proponita de mons. Giovanni Balconi
Travideblas desegno de patro Luigi Alfano

Dall’inno "Jesu dulcis memoria"
di S. Bernardo

El la himno "Jesu dulcis memoria"
de S.kta Bernardo

"Quanto è dolce il ricordo di Gesù;
è fonte di vera gioia per il cuore!
Ma più del miele e di ogni altra cosa
soave è la sua presenza.

Nulla si canta di più sublime,
nulla si ode di più grazioso,
nulla si pensa di più mirabile
di Gesù Figlio di Dio

Gesù, speranza dei penitenti,
come sei pietoso con chi ti implora;
quanto sei buono con chi ti cerca!
Che sarai con chi ti trova?

La lingua non riesce a dirlo,
né lo scritto a spiegarlo.
Solo se lo hai sperimentato
puoi capire
in che cosa consiste amare Gesù!

O Gesù, sei tu la nostra beatitudine;
tu sarai il nostro premio;
sia in te la nostra felicità,
per sempre".

Kiom dolĉas rememoro pri Jesu';
vera ĝoj' por la kor' el ĝi fontas!
Sed pli ol mielo, pli ol ĉio ajn,
dolĉagrablas lia ĉeesto.

Nenio kanteblas pli sublima,
nenio aŭdeblas pli raviga,
neni' imageblas pli mirinda
ol Jesuo Filo de Dio.

Jesu', espero de l' suferantoj,
kiel vi preĝpetantojn indulgas;
kiom bonkoras vi, ĉe kiu vin serĉas!
kia vi estos, por kiu vin trovas?

Nek ĝin povas parolo pridiri,
eĉ ne skribo kapablas klarigi.
Nur ĝin spertinte vi povas
kompreni
en kio konsistas la amo al Jesu'!

Ho Jesu', estas vi nia beateco;
vi premio fariĝas por ni;
estu en vi nia feliĉo,
por ĉiam."

traduzione italiana di mons. Giovanni Balconi

esperantigis Carla Sfardini



Messaggio del Papa
in occasione della quaresima 2005
Mesaĝo de la Papo
okaze de la Karesmo 2005
Carissimi Fratelli e Sorelle! Karegaj gefratoj,
1. Ogni anno la Quaresima ci si propone come tempo propizio per intensificare la preghiera e la penitenza, aprendo il cuore alla docile accoglienza della volontà divina. In essa ci è indicato un itinerario spirituale che ci prepara a rivivere il grande mistero della morte e risurrezione di Cristo, soprattutto mediante l'ascolto più assiduo della Parola di Dio e la pratica più generosa della mortificazione, grazie alla quale poter venire più largamente in aiuto del prossimo bisognoso. E' mio desiderio proporre quest'anno alla vostra attenzione, carissimi Fratelli e Sorelle, un tema quanto mai attuale, ben illustrato dai seguenti versetti del Deuteronomio: "E' Lui la tua vita e la tua longevità" (30,20). Sono parole che Mosè rivolge al popolo per invitarlo a stringere alleanza con Jahvè nel paese di Moab, "perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui" (30, 19-20). La fedeltà a quest'alleanza divina è per Israele garanzia di futuro, "per poter così abitare sulla terra che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe" (30,20). Giungere all'età matura, nella visione biblica, è segno di benedicente benevolenza dell'Altissimo. La longevità appare così uno speciale dono divino. Su questo tema vorrei invitare a riflettere durante la Quaresima per approfondire la consapevolezza del ruolo che gli anziani sono chiamati a svolgere nella società e nella Chiesa, e disporre così l'animo all'amorevole accoglienza che ad essi va sempre riservata. Nell'odierna società, anche grazie al contributo della scienza e della medicina, si assiste a un allungamento della vita umana e a un conseguente incremento del numero degli anziani. Ciò postula un' attenzione più specifica al mondo della cosiddetta "terza" età, per aiutarne i componenti a vivere appieno le loro potenzialità, ponendola al servizio dell' intera comunità. La cura degli anziani, soprattutto quando attraversano momenti difficili, deve stare a cuore ai fedeli, specialmente nelle Comunità ecclesiali delle società occidentali, ove il problema è particolarmente presente. 1. La Karesmo ĉiujare sin proponas kiel favoran tempon por intensigi preĝadon kaj pentofaron, malfermante la koron al cedema akcepto de la dia volo. En ĝi montriĝas al ni spirita itinero, kiu pretigas nin al revivigo de la granda mistero de la morto kaj resurekto de Kristo, ĉefe pere de pli asidua aŭskultado de la Parolo de Dio kaj de pli sindona praktiko de humiliĝo, dank' al kiu eblos atingi pluan malavarecon helpe al la bezonanta proksimulo. Estas mia deziro proponi ĉijare al via atento, karegaj gefratoj, temon kiel eble plej aktualan, bone bildigitan en la sekvaj versegoj de Readmono "Li estas via vivo kaj via longatempeco" (30,20). Estas vortoj, kiujn Moseo eldiras al la popolo invitante al interligo kun Javeo en la tero de Moab: "por ke vi vivu, vi kaj via idaro, amante la Eternulon, vian Dion, aŭskultante Lian voĉon kaj alkroĉante vin al Li" (30, 19-20). La fideleco al tiu ĉi dia interligo estas por Izraelo garantio pri l' futuro, por la "loĝado sur la tero, pri kiu la Eternulo ĵuris al viaj patroj, al Abraham, al Isaak, kaj al Jakob" (30,20). Alveni al maljunaĝo. laŭ la biblia vido, estas signo de bena bonvolemo de la Plejaltulo. Longa vivodaŭro tiel aspektas speciala dia donaco. Pri tiu ĉi temo, mi volus inviti vin, dum la karesmo, al prikonsiderado, por pliprofundigi la konscion pri la rolo, kiun la maljunuloj estas alvokitaj plenumi en la socio kaj en la Eklezio, kaj disponi tiel la spiriton al la amema akcepto, kiun ĉiam devas esti al ili reservita. En la hodiaŭa socio, amkaŭ dank' al scienca kaj medicina kontribuo, oni alestas al plilongiĝo de la homa vivo kaj al sekva kresko de la nombro de maljunuloj. Tio postulas pli specifan atenton al la mondo de la tieldirita "tria aĝo" por helpi ties anaron plene vivi sian potencialon, ĝin fordonante je la servo de la tuta kumunumo. Zorgado pri la maljunuloj, ĉefe dum ili travivas malfacilaj periodojn, devas esti kara por la fideluloj, speciale en la ekleziaj komunumoj de la okcidentaj socioj, kie la demando aparte prezentiĝas.
2. La vita dell'uomo è un dono prezioso da amare e difendere in ogni sua fase. Il comandamento "Non uccidere!" domanda di rispettarla e promuoverla sempre, dal suo inizio sino al suo naturale tramonto. E' un comando che vale pure in presenza di malattie, e quando l'indebolimento delle forze riduce l'essere umano nelle sue capacità di autonomia. Se l'invecchiamento, con i suoi inevitabili condizionamenti, viene accolto serenamente nella luce della fede, può diventare occasione preziosa per meglio comprendere il mistero della Croce, che dà senso pieno alI 'umana esistenza. L'anziano ha bisogno di essere compreso ed aiutato in questa prospettiva. Desidero qui esprimere il mio apprezzamento a quanti si adoperano per venire incontro a queste esigenze ed esorto anche altri volenterosi a voler profittare della Quaresima per recare anche il loro personale contributo. Ciò consentirà a tanti anziani di non sentirsi un peso per la comunità e talora perfino per le proprie famiglie, in una situazione di solitudine che li espone alla tentazione della chiusura e dello scoraggiamento. Occorre far crescere nell'opinione pubblica la consapevolezza che gli anziani costituiscono in ogni caso una risorsa da valorizzare. Vanno, pertanto, potenziati i sostegni economici e le iniziative legislative che permettano loro di non essere esclusi dalla vita sociale. Per la verità, negli ultimi decenni la società si è fatta più attenta alle loro esigenze, e la medicina ha sviluppato cure palliative che, con un approccio integrale al malato, risultano particolarmente benefiche per i lungodegenti. 2. La homa vivo estas valora donaco amenda kaj defendenda en ĉiu sia stadio. La ordono "Ne mortigu!" petegas pri ĉiama respekto kaj favoro al ĝi, ekde ĝia komenco ĝis ĝia natura fino. Estas ordono kiu validas eĉ en okazo de malsanoj kaj kiam febliĝo reduktas la homan aŭtonomion. Se la maljuniĝon, kun ĝiaj neeviteblaj kondiĉadoj, oni akceptas serenece je la lumo de fido, ĝi povas fariĝi valora okazo por plibone kompreni la misteron de la kruco, kiu donas plenan sencon al la homa ekzistado. La maljunulo bezonas komprenemon kaj helpon en tiu ĉi perspektivo. Mi deziras ĉi tie esprimi mian estimon al la multaj kiuj zorgadas por helpi ĉe tiaj postuloj, kaj mi instigas aliajn volontulojn profiti la Karesmon por alporti ankaŭ la propran personan kontribuon. Tio ĉi permesos al multaj maljunuloj senti sin ne peza ŝarĝo sur la komunumo, kaj foje eĉ sur la propraj familioj, en situo de soleco, kiu elmetas ilin al tento de fermiĝo kaj senkuraĝiĝo. Estas necese kreskigi en la publika opinio la konscion ke la maljunuloj konsistas ĉiukaze valorigendan rimedon. Oni devas, tial, potencigi la financajn subtenojn kaj la leĝajn iniciatojn, permesantajn al ili esti ne ekskluditaj el la socia vivo. Verdire, dum la lastaj jardekoj la socio fariĝis pli atenta pri iliaj postuloj, kaj la medicino evoluigis paliativajn terapiojn, kiuj, pere de kompletiga aliro al la malsanulo montriĝas speciale bonefikaj ĉe longtempaj hospitalgastoj.
3. Il maggior tempo disponibile in questa fase dell'esistenza offre alle persone anziane l'opportunità di affrontare interrogativi di fondo che forse erano stati trascurati prima a motivo di interessi stringenti o ritenuti comunque prioritari. La consapevolezza della vicinanza del traguardo finale induce l'anziano a concentrarsi su quanto è essenziale, dando importanza a quello che l'usura degli anni non distrugge. Proprio per questa sua condizione l'anziano può svolgere un suo ruolo nella società. Se è vero che l'uomo vive del retaggio di chi lo ha preceduto e il suo futuro dipende in maniera determinante da come gli sono trasmessi i valori della cultura del popolo a cui appartiene, la saggezza e l' esperienza degli anziani possono illuminare il suo cammino sulla strada del progresso verso una forma di civiltà sempre più completa. Quanto è importante riscoprire questo reciproco arricchimento tra diverse generazioni! La Quaresima, con il suo forte invito alla conversione e alla solidarietà, ci conduce quest'anno a focalizzare queste importanti tematiche che interessano tutti. Cosa succederebbe se il Popolo di Dio si arrendesse a una certa mentalità corrente che considera quasi inutili questi nostri fratelli e sorelle, quando sono ridotti nelle loro capacità dai disagi dell'età o dalla malattia? Come, invece, sarà diversa la comunità, a partire dalla famiglia, se cercherà di mantenersi sempre aperta e accogliente nei loro confronti! 3. Pli disponebla tempo dum tiu ĉi vivostadio donas al la maljunuloj oportunecon alfronti bazajn demandojn, kiuj eble estis antaŭe neglektitaj pro interesoj urĝaj aŭ ĉiukaze konsideritaj prioritataj. La konscio pri alproksimiĝo de la vivofino, igas la maljunulon koncentriĝi sur ĉio esenca, konsiderante grava nur tion, kion la trivo da la jaroj ne pereigas. Ĝuste pro tiu ĉi sia kondiĉo la maljunulo povas plenumi sian rolon en la socio. Se veras ke la homo vivas je heradaĵo de antaŭuloj kaj ke lia estonto dependas decide el kiamaniere oni transigas al li la kulturvalorojn de la popolo al kiu li apartenas, la saĝeco kaj la sperto de la maljunulo povas lumigi lian vojon al progreso direkte al formo de civilizo ĉiam pli kompleta. Kiom estas grave remalkovri tiu ĉi reciprokan riĉiĝon inter la diversaj generacioj! La Karesmo, per ĝia forta invito al konvertiĝo kaj solidareco, ĉijare kundukas nin al enfokusigo de tiun ĉi grava temaro, kiu koncernas ĉiujn. Kio okazus se la Popolo de Dio cedus al ia hodiaŭa pansadmaniero, kiu konsideras preskaŭ senutilaj ĉi niajn gefratojn, kiam reduktiĝas ilia aktivkapablo pro ĝenoj de maljunaĝo aŭ malsano. Kiel, prefere, estos alia la komunumo komence de la familio, se ĝi klopodas konserviĝi ĉiam malfermita kaj gastema rilate al ili!
4. Carissimi Fratelli e Sorelle, durante la Quaresima, aiutati dalla Parola di Dio, riflettiamo su quanto sia importante che ogni Comunità accompagni con amorevole comprensione quanti invecchiano. Occorre, inoltre, abituarsi a pensare con fiducia al mistero della morte, perché l'incontro definitivo con Dio avvenga in un clima di pace interiore, nella consapevolezza che ad accoglierci è Colui "che ci ha tessuto nel seno materno" (cfr Sal 139,13b) e ci ha voluti "a sua immagine e somiglianza" (cfr Gn l, 26). Maria, nostra guida nell'itinerario quaresimale, conduca tutti i credenti, specialmente gli anziani, a una conoscenza sempre più profonda di Cristo morto e risorto, che è la ragione ultima della nostra esistenza. Lei, la fedele serva del suo divin Figlio, insieme con i Santi Anna e Gioacchino, interceda per ciascuno di noi "adesso e nell' ora della nostra morte". A tutti la mia Benedizione! 4. Karegaj gefratoj, dum la Karesmo, helpata de la Di-parolo, ni pripensu kiom gravas, ke ĉiu komunumo akompanadu kum ama kompreno la kadukiĝantojn. Estas necese, krome, alkutimiĝi al konfida pripenso pri la mistero de la morto, tial, ke la fina renkonto kun Dio okazu en etoso de interna paco, kun la konscio ke akceptos min Tiu Kiu "formis min en la ventro de mia patrino" (Ps. 139,13b) kaj Kiu nin volis "laŭ Nia bildo, similan al Ni" (Gn. 1,26). Maria, nia gvidantino en la karesma itinero, konduku ĉiujn kredantojn, precipe la maljunulojn, al ĉiam pli profunda scio pri Kristo mortinta kaj resurektinta, kiu estas lasta rezonmotivo de nia ekzistado, Ŝi, la fidela servistino de sia dia Filo, kune kun la sanktuloj Anna kaj Joakimo, propetu por ĉiu el ni "nun kaj en la horo de la morto". Al ĉiuj mian Benon!
Dal Vaticano, 8 Settembre 2004 El Vatikano, la 8.an de Septembro 2004.
(Esperantiĝis Carla Sfardin)


EL LE HOMILIOJ DE MONS. BALCONI

El la homilio de la kvina karesma dimanĉo (16-3-2002)
pri la evangelio laŭ Johano (11,1-45: resurekto de Lazaro): "Mi estas la reviviĝo kaj la vivo"

Pri la morto ni ne havas la serenecon de Papo Johano. Li plenigis sian valizon je bonaj agoj, kaj diris:
"Kiam venos la momento, mi prenos la valizon kaj foriros". Kaj eĉ ni ne havas la sanktecon de Pastro Calabria: "Aŭ sanktulo aŭ mortinto": jen estis lia devizo. Tion li skribis en ĉiu paĝo de sia tag-kajero
kaj al tio sian vivon li konformigis. Verŝajne ni ne havas eĉ la fervoron de Francisko Castello Aleu.
Arestita dum la intercivitana milito de Hispanujo, ĉar li estis katoliko, li mortis kriante: "Mi estas katoliko: ĉi tio estas mia krimo!"
Ekzistas ankaŭ alia morto, la spirita morto, kiu estas tre malĝoja kaj tre disvastiĝinta. Skribis don Gnocchi: "Mankas al la hodiaŭa homo motivoj fortaj kaj neŝanĝeblaj de vivo, valoroj eternaj, kiuj kondiĉu la terajn motivojn. Kiam la homo ne plu havas centran, senmovan kaj precizan nukleon, ĉirkaŭ kiu li povas polarizi la diversajn agojn de la vivo; kiam li ne havas klaran kaj transcendan celon, al kiu li aldirektu la faskon plurforman kaj malakordan de siaj agadoj, la personeco evoluas al unu sinsekvo ne logika de plurai senkoherai momentoj."
Ni bezonas, hodiaŭ, ke la Sinjoro diru: "Mi estas la reviviĝo kaj la vivo" kaj Li venu al multaj tomboj laŭte vokante: "Lazaro, elvenu".
La evangelio de la resurekto de Lazaro similas al kamparano, kiu pioĉas la terbulojn cele, ke la arbeto facile naskiĝu el la tero. Ĉi tiu paĝo desegnas la diafanecon de la kredo. La fido de Marta kaj de Maria similas al sunradio, kiu trapasas tre puran kristalon. Ilia fido formata estas je familiareco: "Sinjoro, se vi estintus ĉi tie, mia frato ne estus mortinta"; je rapida renkontiĝo: dum Jesuo alproksimiĝis, Marta iris al li renkonte kaj Maria rapide leviĝis kaj iris al li; je emocio ĝis ploro: la kortuŝiĝo de Maria kaj la ploro de Jesuo. Nia peko pardonita estos, se ni ĝin priploros, kaj se kun ni Jesuo mem ploros.
(...)
Malligu ni niajn manojn kaj niajn piedojn de la tombotukoj, kaj nian vizaĝon kaj nian koron de la viŝtuko kaj de la kortuko; tiamaniere ni provos la efikon de la parolo kaj de la graco de Jesuo.
Kaj ... kial ne?

El la homilio de tria paska dimanĉo (14-4-2002)
pri la evangelio laŭ Luko (24,13-35: Emaus): "Li rekoniĝis al ili el la dispecigo de la pano"

Ununura momento da frenezo sufiĉas por ĵeti perlokolieron en puton. Necesas pluraj horoj por ĝin serĉi; malbonŝance, kelkfoje oni ne plu ĝin trovas.
La du disĉiploj de Emaus havis fidon humiligitan. Ili havis ne gajan mienon, perdis la esperon en Jesuo, forlasis la grupon de la apostoloj, ne donis gravecon al la signoj kaj al la atestoj pri la resurekto de Jesuo. Ili estas kiel printempo sen arb- kaj flor-florado.
Kompare kun ili, kiel malsamaj estas la monaĥinoj de la "Dialogo de la Karmelaninoi"! La juĝisto kondamnis ilin pro fanatikismo. Unu el la monaĥinoj naive aldemandis: "Sinjoro juĝisto, kion signifas fanatikismo?" Al ŝi la juĝisto respondis: "Ĝi estas via stulta aparteno al la religio". "Ho fratinoj, ĉu vi aŭdis? Li nin kondamnas pro nia korinklino al la kredo. Mi tre ĝoja estas: mi povas morti pro mia Jesuo!"
Jesuo lumigis iliajn korojn, iliain mensojn, ilian vesperon.
...
Ni similas al la disĉiploj de Emaus: la vortoj de Jesuo estas instruado ne proksima al ni; ĝi ne ankoraŭ eniras en la profundon de nia koro, kaj ne fariĝas la ĉefa kialo de nia vivo.
Pli-malpli en la jaro 1118a, Baldueno la Dua, reĝo de Jerusalemo, donis al la Templanoj unu parton de la templo de Salomono. Pri tiu evento Sankta Bernardo verkis: "Libron ad milites templi. De Laude novae militiae". Li skribis: "Granda mildeco plenigas la animon de tiu, kiu pensas pri la tombo de Kristo, kaj de tiu, kiu "cernit corporaliter oculis corporalem locum dominicae quietis"... Ĉu vi komprenis? La ĝojo ne konsistas nur en la penso, sed ankaŭ en la vido de la tombo. La disĉiploj de Emaus vidis la tombon, ne trovis la korpon de Jesuo: kial ili ne kredis? Sian prikonsideron daŭrigas Sankta Bernardo, ĝin portante ĝis la alta teologio: "Ankaŭ se ne plu estas la korpo homa de Jesuo, plena la tombo tamen estas "nostris et incundus admodum sacramentis" = la tombo plena estas de niaj ĝojaj misteroj, ĉar: "complantati sumus, facti sumus similitudini eius mortis, simul et resurrectionis erimus." Tre bela estas la ideo de Sankta Bernardo: Ni fariĝis unu arbo kun Li, ni estas ties branĉoj; tiamaniere ni resurektas en Lia resurekto kaj fruktigas Liajn fruktojn.
Post la brilado de la vero, Jesuo lumigis la menson de la du disĉiploj de Emaus. "Nihil volitum quia praecognitum", diras la teologio. Nia volo agas laŭ la intelekto.
...
"In cella solitudinis a mundis vanitate feliciter absconditi, veras paradisi delicias obtenimus, quae sic hominen nostrum interiorem recreant et reficiunt.". Ĉi tion skribis en la komenco de la dek tria jarcento la "Ignea Sagitta", verkita de Nikolao la Franko: "en la ĉelo de la silento, (la silento de Emaus) la silento de la vespero, ĝojaj, kaŝitaj al la vanteco de la mondo, ni ricevas la delicojn de la paradizo,
kiuj nian internan homon rekreas kaj vivecigas". La Sinjoro nin varmigas kiel la suno, nin nutras per la pano de vivo, nin tuŝas per la fingro neperceptebla de la vento, deponas sian amon kaj siajn donacojn en la koron liberan. La okuloj de la sanktuloj sanktigas ĉiujn belecojn, dum iliaj manoj konsekras por la gloro de Dio ĉiujn estaĵojn. Kiam ni eniros en ĉi tian atmosferon senmaterian de sankteco, ni supervenkos ĉiujn kontraŭdirojn de la vivo.
Memorante sian unuan komunion, Serafina de la Kruco, la fondintino de la Ĉiamdaŭraj Adorantinoj de la Eŭkaristio, skribis: "Mi vivos mian vivon por ami Vin kaj laŭdi Vin por ĉiuj, kiuj Vin ne amas kaj ne laŭdas, per la delikateco de mia preĝo kaj la kiso de mia amo". Kiam ŝi skribis ĉi tion, Serafina estis junulino naŭ-jara. La parencoj donis al ŝi dolcaĵojn, sed ŝi diris: "Ĉiuj estaĵoj ne dolĉaj estas kiel la dolĉeco, kiun mi spertis ĉi tiun matenon".
Ĉu en nia Eŭkaristio, ni rekonas Jesuon Savanton? Ĉu en ĝi, ni elprovas la agrablan dolĉecon de nia transfiguriĝa renkontiĝo kun Jesuo?



BIBLIA KULTURO

Ŝajnaj bibliaj faligiloj Apparenti insidie bibliche
Nur ŝajnaj, ĉifoje, la bibliaj malfacilaĵoj ĉar supereblaj helpe de la pribiblia scienco aŭ de bonvolema interpreto aŭ pro ilia etgraveco! Faligiloj kiuj ne faligas, do. El tiuj mi elektas kelkajn en la bibliaj tekstoj de la dimanĉo septuaĝesima (23 de januaro de la kuranta jaro) Solo apparenti questa volta le difficoltà bibliche perché superabili con l’aiuto della scienza biblica o della volonterosa interpretazione o a causa della loro poca importanza. Insidie che, dunque, non fanno cadere. Tra queste ne scelgo alcune tra i testi biblici della domenica di settuagesima (23 gennaio di quest’anno).
Oni bonvolu legi 1Kor 1, 17. Paŭlo energie krias: „Kristo sendis min, ne por bapti, sed por prediki evangelion", sed kelkajn versegojn pli antaŭe jen lia deklaro: „mi neniun baptis inter vi, krom Krispo kaj Gajo". Do, li baptis! Kaj kial tia duarangigo de la bapto? Ĉu la bapto ne supozigas sinforlasiĝon al la Krista evangelio? Ĉu hasteco faligis Paŭlon en kontraŭdiron? Ĉu ne estas skribate "…kiu kredos kaj estos baptita (Mr 16)"? Jes, vere. Sed diras spertuloj pri biblio. La vorto " bapti" ĉikaze revenas al sia originala signifo kiam la baptito per la bapto materie aliĝis al la sekvantaro de la baptanto. Paŭlo estas protestanta kontraŭ disdividoj inter korintanoj kiuj ne hezitas proklami sian adheron pli forte al propra baptinto ol al Kristo mem. Paŭlo, kontraŭ la asertantoj: "mi estas de Paŭlo… mi de Kefas… mi de Apolos… mi de Kristo", koleriĝas kaj krias ke li ne venis por kunigi tiamaniere al baptinto, sed por anonci la morton kaj resurekton de Kristo alvokanta ke oni fariĝu ties sekvanto. Do, la vorto "bapti" ĉi tie havas pli socia ol religia senco. Si legga 1Corinti 1, 17. Paolo grida energicamente:"Cristo mi ha mandato non per battezzare, ma per predicare il Vangelo", ma , qualche versetto più indietro ecco la sua dichiarazione: "Io non ho battezzato nessuno tra voi, tranne Crispo e Gaio". Dunque, ha battezzato! E perché quel porre il battesimo in secondo rango? Il battesimo non fa forse supporre il proprio abbandono al vangelo di Cristo? Forse che la fretta ha fatto cadere in contraddizione Paolo? Non è forse scritto: "… chi crederà e sarà battezzato (Mt.16)? Sì, è vero. Ma gli esperti della Bibbia dicono: la parola "battezzare" in questo caso ritorna al suo significato originario, quando il battezzato con il battesimo aderiva materialmente alla sequela di colui che lo aveva battezzato. Paolo sta protestando contro le divisioni tra i corinzi, i quali non esitano a proclamare più fortemente la loro adesione al loro battezzatore che allo stesso Cristo. Paolo, contro coloro che asseriscono: "io sono di Paolo… io di Cefa… io di Apollo… io di Cristo", si adira e grida che lui non è venuto per instaurare un'aggregazione di quel tipo con il battezzante, ma per annunciare la morte e resurrezione di Cristo, che chiama perché si diventi Suoi seguaci. Dunque, la parola "battezzare"qui ha un senso più sociale che religioso.
Ĉiam el la tiudimanĉa evangelio, dum la pastra komentado, anstataŭ atendi pacience ĝian finon, mi min forlasis al pensoj nemulte unuavide respektemaj por… Jesuo. La okazon favoris la komento pri la dimanĉa evangelia teksto kie estas rakontate ke Jesuo vidis du fratojn (Mt 4) ĵetantajn la reton en maron por fiŝkapti kaj li ilin kapte invitas ke ili forlasu la retojn, kaj tujposte vidas aliajn du riparantajn siajn retojn kaj ilin preskaŭ imperie invitas por ke ili aniĝu al la jesua sekvantaro… Sempre dal Vangelo di quella domenica, durante il commento del Sacerdote, invece di aspettare pazientemente che finisse, mi sono abbandonato a pensieri a prima vista non molto rispettosi per… Gesù. Favorì l’evento il commento sul testo evangelico domenicale in cui si racconta che Gesù vide due fratelli (Mt.4) che gettavano le reti nel mare per pescare e li invita a seguirlo, come prede, ed a lasciare le reti, e, subito dopo vede altri due che riparano le loro reti e li invita, quasi imperativamente, ad unirsi alla sequela di Gesù…
"Kial tia amikiga la invito de Jesuo?", petas la pastro homelianta al la infanaro (tiu estas porinfana meso). "Kial Jesuo paŝadis tratie, laŭlonge de la marbordo, ĝuste apude de la fiŝkaptistoj? ", repetas la pastro ekscitante respondon de la ĉeestanta infanaro kutime preta dialogi. Nekredeble, infano el la grupo tutehaste klarvoĉe respondas: "Ĉar Jesuo frande amis fiŝojn !". Dum la aŭskultantaro bruege ridetas, al mi plaĉis sekvi fantazion: kiom da fojoj Jesuo parolas pri fiŝoj en la evangelio? Ĉu ne estas li kiu parolas pri laŭmarborda selektado de fiŝoj, apartiganta la purajn (koĥerajn) de la malpuraj (malkoĥeraj), por diri ke simile faros la Patro en la juĝtago? Kaj tia frandemo, ĵetata de la infano, ĉu ne suspekteblas ankaŭ el la bela, jam mondofama, esprimo: "mi vin faros "fiŝkaptistoj de homoj"? Li mem eĉ fiŝojn pretigis sur la marbordo… por alloge inviti la disĉiplojn per karba fajro kaj fiŝo kuŝanta sur ĝi (Joh. 21). "Perché così amichevole l’invito di Gesù? Chiese il Sacerdote mentre faceva l’omelia al gruppo di
bambini? ( era una messa per bambini). Perché Gesù camminava in quei luoghi lungo la riva del mare, proprio vicino ai pescatori? Chiese di nuovo il sacerdote stimolando la risposta del gruppo di bambini presenti, di solito pronto al dialogo. Incredibilmente un bambino del gruppo, in tutta fretta, con voce chiara rispose: "Perché Gesù era ghiotto di pesci! ". Mentre gli ascoltatori ridevano fragorosamente, mi piacque seguire la fantasia: quante volte Gesù parla di pesci nel Vangelo? Non è forse Lui che parla di scelta di pesci lungo la riva del mare, che divide quelli puliti (coerenti) da quelli sporchi (incoerenti) per dire che ugualmente farà il Padre nel giorno del giudizio? E quella ghiottoneria. Buttata lì dal bambino non è anche sospettabile già dalla bella espressione, ormai famosa in tutto il mondo: "Vi farò pescatori di uomini?" Egli stesso preparò anche pesci in riva al mare per invitare con attrazione i discepoli con un fuoco di carbone ed un pesce posato su di esso? (Giov. 21).
Eble al kelkaj inter la legantoj venas al la memoro aliaj similaj faktoj kaj esprimoj kie Jesuo aludas aŭ parolas pri fiŝaro. Ĉu tutstranga la infano rideksplodiganta ? Forse ad alcuni lettori vengono in mente altri fatti ed espressioni simili in cui Gesù allude o parla di pesci. Era proprio del tutto strano il bambino che ha fatto esplodere la risata?
align="right"> Armando Zecchin align="right"> Armando Zecchin
traduzione di Silvia Garnero


INFORMOJ EL LA LOKAJ GRUPOJ

MILANO

Su invito di Don Duilio, alcuni di noi hanno scritto alla Segreteria di Stato Vaticana per ringraziare il Papa dei suoi auguri di Natale in Esperanto. Il presidente del Circolo Esperantista Milanese, dott. Polerani, ha pensato di scrivere in esperanto ed è stato gratificato della seguente risposta nella medesima lingua:

El Vatikano, la 10an de januaro 2005

SEGRETERIA DI STATO
Prima sezione – Affari generali
Prot. 568.400
Estimata Sinjoro,
alvenis kun ŝato al la Sankta Patro la bondeziraj esprimoj, kiujn Vi, ankaŭ en nome de via Asocio, zorgeme adresis al Li okaze de la Festoj de Kristnasko kaj Novjaro.
Al la respektema gesto la Papo deziras respondi per dankema animo, preĝe petante al la Plejaltulo por Vi kaj por tiuj, kiuj aliĝis al la ĝentila omaĝo, abundon da paco kaj trankvilo, plivalorigante Siajn sentojn per la Apostola Beno, kiun elkore Li donas al Vi ĉiuj.
Kun sentoj de estimo:

Mons. Gabriele Caccia, Assessore

RIMINI

Con piacere noi riminesi, come tutti gli anni, dopo aver celebrato con la S. Messa ed i canti in Esperanto durante il 13°anniversario (11 febbraio) del riconoscimento ufficiale della nostra associazione da parte del Pontificio Consiglio per i Laici, inviamo un breve resoconto annuale dell'operato del nostro gruppo.
1. I partecipanti alla S Messa erano 40 circa fra soci e simpatizzanti.
2. E' nato il CERES (Centro Esperantista Riminese Ecumenico Solidale) che con grande entusiasmo coinvolge un gran numero di persone sul tema della Solidarietà-Bonfarado alla scuola esperantista in Benin (Africa) e che allarga il raggio d'azione anche al di fuori del mondo cattolico. Nel 2004-2005 principale operazione del neonato CERES è stato il viaggio in Benin con i sopralluoghi alle opere realizzate e la visione dei progetti presso le diverse autorità locali.
3. A Rimini sono attivi 3 mini-corsi di Esperanto con la partecIpazione di 15 persone circa.
4. Come Esperantisti Cattolici (grazie al fatto che siamo riconosciuti fra i movimenti laici) siamo stati invitati dalla Diocesi a partecipare ai lavori della settimana per l'ecumenismo insieme alle diverse realtà diocesane. Con i nostri canti, e la nostra relazione abbiamo presentato l'importanza della lingua Esperanto per favorire una unità spirituale del mondo cristiano che con urgenza deve trovare l'energia per una nuova Pentecoste da proporre al mondo. Dall'incontro ecumenico è scaturito un buon rapporto con la comunità Greco Ortodossa della vicina parrocchia.
5. Fra le ultime attività in ordine di tempo va ricordato il grande impegno del CERES per preparare il congresso della FEI che si terrà a Rimlni il prossimo 3 Settembre e che ha come titolo: "LA COMUNICAZIONE FONTE DI PROGRESSO". Si spera di coinvolgere molto la città di Rimini che sicuramente, rispettando le sue tradizioni, saprà ospitare degnamente i circa 200 partecipanti previsti. Saremmo felici di contare sul contributo, in presenza ed in partecipazione degli esperantisti del nord Italia anche perché nella Sala del Podestà ed in Piazza Cavour nel centro di Rimini è prevista per Domenica 4 Settembre la " FESTA ETNICA" dei diversi popoli e la mostra fotografica del "CUORE PULSANTE ESPERANTISTA".

ANDREA BELLETTI e tutto il gruppo diocesano UECI.

VERCELLI
Per l'anno 2005 ricordiamo:
Ogni primo venerdì del mese (escluso Agosto) alle ore 18, nella cattedreale di S.Eusebio (Duomo) viene celebrata una S.Messa in italiano con parti in esperanto (è un momento sereno di accoglienza e preghiera).
Sono previsti interessanti incontri culturali nel salone del seminario vescovile (P.zza S.Eusebio) con l'università della terza età ogni giovedì ore 15,30. In tale ambito, giovedì 14 aprile il nostro socio prof. Mario Guilla terrà un incontro sul tema "Curiosando in cucina nel medioevo".
Continua il primo corso di Esperanto con 5 corsisti.

(Informis prof. Francesco Ottino)



MULTE DA DANKOJ

(per motivi di riservatezza diamo solo la sigla del nome e la provincia)

Benin: C..S
R.M.
Milano
Milano
50 €
10 €
Bonfarado: L.M. Torino 30 €
Alfabetiĝo: S.B. Treviso 25 €
Kontribuo
UECI-kongreso:
A.Z.
L.M.
L.F.
A.P.
M.P.
Torino
Torino
Bergamo
Livorno
Vercelli
10 €
5 €
10 €
10 €
10 €
Kontribuo UECI: L.M
C.C.
G.P.
Torino
Cremona
Vicenza
54 €
22 €
12 €


AVVISI

ETICHETTATURA DELL'INDIRIZZO: Si noti sull'etichetta dell'indirizzo, in altro a destra c'è una sigla seguita da un numero. Essa indica la situazione dell'abbonato ed è stata posta perchè ciascuno possa verificare la propria posizione onde evitare che qualcuno non rinnovi l'abbonamento credendo di averlo già fatto e altri si abbonino due volte, come è già successo. Significato delle prime due lettere della sigla: AK: abbonato a Katolika Sento; SO: socio ordinario; SS: socio sostenitore; SV socio vitalizio. Se alle prime due lettere segue la lettera E, significa che si è abbonati anche a Espero Katolika. Tutti i soci sono di diritto abbonati a Katolika Sento.
Il numero indica l'anno di validità dell'abbonamento, quindi se è precedente al 2005, l'abbonamento non è ancora stato rinnovato.

***

ERRATA CORRIGE: nella lettera che è stata spedita a tutti i soci per la CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA ORDINARIA 2005, sulla penultima riga della scheda di votazione per lettera, è indicata come data limite per la spedizione il 31 luglio 2005: correggere con 31 maggio 2005. L'errore è evidente, essendo programmato per il 5 giugno lo spoglio delle schede.



LETEROJ AL REDAKTEJO

Rubrica a disposizione dei lettori. Rubriko je dispono de la legantoj.

(Questa lettera, anche se indirizzata a Giovanni Conti e Giovanni Daminelli, è rivolta a tutti gli UECI-anoj.

Karegaj Giovanni Conti kaj Giovanni Daminelli, saluton kaj pacon!
Ni IKUE-anoj de Grupo de Goma, en Orienta Kongolando Kinshasa, kaj orfaj kaj strataj infanoj
diras al vi ke vi estas en niaj tagaj preĝoj. Ni dankas vin por via iniciato porti panelan suskribon "ESPERANTO" sur la placo de Sankta Petro en la tago de la festo de naskiĝo de Jesuo Kristo, ĉar tio estas efika informado al la tuta mondo pri ekzisto de Esperanto.
Per vi, ni salutas ĉiujn niajn gefratojn de UECI (Itala IKUE-sekcio) kaj Dio benu. Feliĉan Paskon en Kristo resurektinta! Ankaŭ vi pregŭ por viaj kongolandaj gefratoj per ke ni retrovu la veran Pacon...
Ankaŭ preĝu por la malegoismo, la altruismo kaj la solidareco, la frateco. En esenco la homaro estas unu, ĝia feliĉo, sukceso, prospereco estas je favoro de ĉiuj homoj, senekcepte. Ĉiutage, ni preĝas: "Povu la bonvolaj homoj de tutmondo sinrenkonti en koopera, kunlabora, kunhelpa spirito. De unu animo al alia kunlaboru kiel unuopa Animo. Povu la Divina amo saturi niajn korojn kaj disverŝiĝi en nia grupo IKUE kaj en la tuta mondo.
Ni dankas vin, niaj gefratoj de la Itala IKUE-Sekcio, ĉar dank'al vi ni membrigis en IKUE, do ni varmdankas vin por viaj 300 euroj.
Hodiaŭ ni informas vin ke ni organizos la 28an de Marto ĝis la 3a de Aprilo, la E-seminarion "regi la lingvon". Ni esperas vian moralan subtenon per viaj preĝoj por la sukceso de tiu E-seminario.
Plejestime.
Por la IKUE-grupo de Goma

Alexis Asumani Bengantuau, Prezidanto.

***

Carlo Sarandrea ci scrive:

Ho ricevuto questa richiesta di corrispondenza. Io la pubblico su EK, ma penso sia utile farla uscire anche su KS. Ciao, Carlo

Un’esperantista polacca di 42 anni, bibliotecaria in una biblioteca per bambini e ragazzi desidera corrispondere in esperanto con italiani. Si interessa di letteratura e geografia. Il suo indirizzo e’:

Iwona BRONIEWSKA, ul. Jagiellonska 58 m 112, PL-03-468 Warszawa, Polonia

***

Rovistando nei cassetti, ho scoperto alcuni versi che ho scritto in esperanto molto tempo fa (nel 1973!). Li ho tradotti liberamente in italiano. Ho pensato di inviarli per collaborare -se credete- alla stesura di Espero Katolika. Molti cordiali saluti

Giorgio Rosada

Sola ĉi tie...

Sera afosa di estate

Sola ĉi tie, sub flava lampego,
mi spiregas,
dum pesa, varma aero
gravas sur ĉio.
Baldaŭ venos iu pluvero,
kaj alia,
kaj cent.
Tutan mondon ega pluvo malvarmigos
kiel l'animon dolĉe renovas
la graco de Dio.
Sotto un lampeggio giallastro
respiro con affanno.
Un'atmosfera pesante
grava su tutto.
Verrà presto una goccia,
e un'altra,
e poi cento.
Un acquazzone rinfrescherà il mondo
come rigenera l'anima e il cuore
la dolce grazia divina.

Giorgio Rosada



Mostra e convegno "Don Giacomo Bianchini e l'Esperanto"

A-Presentazione della manifestazione

L'Associazione Pescatori Sportivi "A.P.S. Rio Rui" di Cimpello in sinergia con le altre associazioni di volontariato del paese (Pro Loco, Amatori Calcio) negli ultimi anni ha promosso varie iniziative per valorizzare la zona dei Comuni di Fiume Veneto ed Azzano X° limitrofa al fiume Meduna, importante sia dal punto di vista storico che naturalistico. Nella zona citata, a metà di una vecchia strada che unisce Cimpello a Corva, si trova una suggestiva chiesetta chiamata dal volgo "Le Cisiole", costruita nel 1251 ed oggetto nel tempo di rifacimenti e ritocchi, che diede il nome al borgo limitrofo tuttora chiamato Chiesiole.La località delle Chiesiole ebbe uno spazio considerevole nella storia manoscritta di Cimpello di Don Giacomo Bianchini. Don Giacomo Bianchini fu parroco di Cimpello dal
1927 al 1954 ed è conosciuto a livello planetario come eminente esperantista anche in seguito alla partecipazione a congressi mondiali in rappresentanza dell'Italia. La figura di Don Giacomo Bianchini è particolarmente legata anche alla Comunità Azzanese sia perché Cimpello negli anni '50 gravitava economicamente e religiosamente su Azzano X° sia perché il prelato fu il fondatore, intorno al 1950, del gruppo di giovani esperantisti di Azzano X°. Il gruppo azzanese, negli anni della ricostruzione, era molto attivo ed apprezzato anche nell'ambito sociale (nel 1956 diede ospitalità, in attesa del definitivo trasferimento in Canada, ad una famiglia di profughi ungheresi).
(...)

La figura di Don Giacomo Bianchini, oltre che essere di riferimento per l'importanza in seno all'esperanto, risulta importante per gli storici, perchè attiva e al centro di accadimenti riferiti a un periodo complesso della nostra storia. La figura di Don Bianchini, ricettrice degli alti valori dell'esperanto calati in un periodo di alte tensioni sociali e politiche, non è mai stata rivalutata e riproposta; questo ha spinto l'A.P.S. Rio Rui, unitamente alle altre Associazioni cimpellesi, a colmare tale vuoto organizzando una mostra storica ed un convegno con una portata che va oltre i confini locali e regionali utilizzando in particolare la capillare rete di comunicazione del mondo esperantista.
Il Comitato esecutivo ha nominato il Sig. Giacomino Martinez (Nova Esperanto Friuli) responsabile dei rapporti con il mondo Esperantista. Il Sig. Giacomino Martinez può essere contattato al n° tel. 0432.530326 e/o all'indirizzo e-mail: giacominomartinez[heliko]yahoo.it . La manifestazione è anche presentata nel sito internet: http://www.cornune.fiumeveneto.pn.it/

B -Data di svolgimento, sede e proaramma

La mostra ed il convegno intitolati "Don Bianchini e l'Esperanto'' si terrà a Cimpello di Fiume Veneto (PN) nel centro parrocchiale il giorno Sabato 18 Giugno 2005 e sarà aperto a tutta la popolazione con il seguente programma di massima:

1 Ore 17.00: ritrovo dei convenuti con la partecipazione comunitaria alla S. Messa officiata in lingua esperanto
2 Ore 18.00: saluto del coordinatore dell'organizzazione e delle autorità
3 Ore 18.15: – inizio del convegno che si svolgerà secondo il seguente programma:
Don Giacomo Bianchini pastore d'anime.
Relatore: Rev.do Don Antonio Zanette, editorialista conosciuto del mondo ecclesiatico.
Il contesto storico locale negli anni di prelato di Don Bianchini.
Relatore: Prof. Giovanni Strasiotto, scrittore noto e stimato della storia della nostra provincia e del portogruarese
L'esperienza esperantista di Don Bianchini e la storia dell'esperanto.
Relatore: Prof. Carlo Minnaja, eminente scrittore esperantista italiano
– Dibattito aperto alla partecipazione del pubblico.
– Chiusura del convegno
4 Ore 20.30: apertura della mostra riguardante documenti foto libri di Don Bianchini e dell'esperanto. A seguire visita guidata alla mostra

S. E. Mons. Ovidio POLETTO Vescovo della Diocesi di Concordia-Pordenone ha già assicurato la propria presenza al Convegno che risulta già patrocinato e sostenuto dall'Amministrazione Comunale di Fiume Veneto.
Il Convegno è patrocinato dal CLUB UNESCO DI UDINE.
Per raggiungere la sede del convegno:
Cimpello di Fiume Veneto si trova a sette chilometri da Pordenone in direzione Portogruaro.
E' facilmente raggiungibile in quanto il centro del paese è a circa 700-1000 metri dall'uscita CIMPIELLO della A28.

(Inviato da Mario Liva per il gruppo Nova Espero Friuli)



KRUC-VOJO: ORIGINOJ DE ANTIKVA DEVOTECO

Ekde la origino de la Eklezio estis ĉiam viva en la kredantoj konscio ke elaĉeto de homoj okazis pere de sinofero de Kristo, la filo de Dio, kiu fariĝis homo kaj akceptis morton sur la Kruco por la pekoj de la mondo.
Oni konservas atestojn aperigitajn en la 5-a jarcento, skribitaj pere de pilgrimantoj, kiuj iris al Jerusalemo viziti sanktajn lokojn, kie Kristo travivis lastajn okazintaĵojn de sia surtera vivo. En multaj el tiuj lokoj, kiujn rememoras ankaŭ Evangelio, en kiu Kristo - de palaco de Pilato al pinto Golgota - kovrita per pezo la Kruco, estis konstruita unu preĝejo. Multaj pilgrimantoj, reveninte el Sankta Lando, konstruis preĝejojn laŭ la modeloj, kiujn ili vidis en tiuj foraj landoj - aŭ - laŭ la eblecoj. Temas pri niĉoj kaj kapeloj. Ili komisiitis iujn pentristojn aŭ skulptistojn prezenti epizodojn de la Pasiono, por teni ilin en viva rememoro. De tie venas komenco de tiu praktika pieco konata kiel VIA CRUCIS. Ĝi konsistas el meditado pri kelkaj epizodoj de la Pasiono, de juĝo al kultado de fideluloj memore de paŝado de Jesuo Kristo al Kalvario. Pere de tiu antikva devoteco vi ricevos pluan impulson al la epoko de krucmilitoj - inter XII kaj XIV jarcento, kiam estis eble rekonstrui itineron simila al tiu kiu estis trairata de Jesuo Kristo tra la stratoj de Jerusalemo. Kiam krucmilitistoj revenis, konstruis en siaj landoj monumentojn por rememori la lokojn de la Pasiono: la palacon de Pilato, Golgoton, Sanktan Tombon, cele oferti la eblecon ankaŭ al tiuj, kiuj ne havis eblecon entrepreni pilgrimon en Palestino, koncentriĝi en meditado per prezentado kiu elvokadis la vojon de Kalvario kaj sinoferon de Kristo.
Al la disvastigo de popola devoteco al la Krucvojo kontribuas, krom aliaj bildoj, multaj libroj de meditado, verkitaj ĉefe en Nederlando kaj aparte - speciale disvastigado kaj praktikado pere de Fratoj Minoraj - Franciskanoj , al kiuj oni konfidis gardadon de Sanktaj lokoj ĝis la XIV-a jarcento.
Origine ĉi tiu ekster liturgia kutima praktikado ne havis laŭregulajn normojn, tial ĝi apartenis al kampo de privata devoteco. Variis nombro de la stacioj kiuj enhavis la bildojn. Laŭ prezentadoj, kiuj alvenis el malfrua Mezepoko, oni povas dedukti ke la scenejoj kaj ilia prezentado dependis de la artisto mem. Nur ĉirkaŭ je la duono de la XV jarcento, en popola arto de suda Germanio, ekaperis la unuaj ciklaj prezentadoj de Pasiono laŭ homogena maniero kaj sepope.
Nur en la jaro ´700 la eklezia aŭtoritato fiksis la staciojn en nombro 14 kaj difinis la epizodojn de la prezentado. Je peto de sankta Leonardo de Porto Maurizio, kiu dum siaj predikadoj tra Italio starigis 572 kompleksojn de Krucvojo, Papo Clemento XII, la 3-an de aprilo 1731, publikigis fundamentajn normojn kun reguloj por la starigo kaj konstruado de la Krucvojoj kaj aldonitajn indulgojn por praktiko. Tiaj dispozicioj kun kelkaj modifoj estas ankoraŭ nun validaj.
Al ĉiu haltejo estas konsiderataj diversaj epizodoj de la Pasiono, kelkaj deduktitaj el la Evangelio, aliaj verŝajne transigitaj de la tradicio, kiel la faloj sub la ŝarĝo de la Kruco kaj la renkontiĝoj kun la Patrino kaj kun Veronika.
Ne necesas ke la diversaj scenejoj de la Pasiono estu prezentataj videble, tamen oni preferas ke ili estu pentritaj aŭ skulptitaj por komprenigi emociige al kredantaj partoprenantoj tian praktikon de pieco.
Dum unuopaj haltejoj kredantoj meditas pri krucumigo kaj morto de Jesuo Kristo.

Por Katolika Sento kompilis J. Skalicka



“LA PARAGRAFO 32”

MIA INTERNA BESTO

Nel 1993 in soli 4 giorni, dal 8 al 11 novembre, un'organizzazione danese chiamata "Cogito", ha distribuito contemporaneamente in 20 città europee "La mia bestia interiore" una statua alta m. 2,30 in calcestruzzo ed ossido di ferro dal peso di 1000 Kg. dello scultore danese di fama mondiale Jens Galschiot. Le statue furono collocate in zone centrali delle diverse città senza alcun permesso e nessun preavviso: si era voluto fare una provocazione!
Questa scultura, come si può vedere dalle foto, ritrae una personaggio che indossa un lungo cappotto e che presenta testa e zampe di maiale. Secondo l'autore, questa scultura simboleggia la bestia che è in noi e che ogni tanto fuoriesce provocando razzismo, xenofobie, prevaricazione ed altre forme di intolleranza.
Come dicevo, questa "bestia" è stata abusivamente collocata in 20 importanti città europee, in Italia, a Milano, è stata collocata in Piazza Argentina (Corso Buenos Aires) il giorno 09.11.1993 alle ore 22,42. Era il periodo di "mani pulite" e in quella piazza abitava un noto magistrato. Si è subito pensato ad un moderno "cavallo di Troia", magari imbottito di dinamite, quindi sono intervenuti gli artificieri, la Digos e quanti altri, e si è deciso alla fine per il sequestro della statua. Il giorno seguente l'organizzazione danese inviava dei fax ai Sindaci ed alla polizia delle varie città per comunicare loro che la scultura era da considerarsi un dono alle città medesime, le quali erano pregate di esporla in qualche piazza o parco, come simbolo contro il razzismo e l'intolleranza.
Fino a 2 anni fa, di queste 20 sculture, solo 12 erano state effettivamente esposte al pubblico, mentre le rimanenti 8, tra cui quella di Milano. erano depositate sotto sequestro in magazzini comunali.
Si dà il caso che lo scultore Jens Galschiot sia esperantista e, quindi, in data 24.04.2003, ha inviato una lettera in Esperanto alle associazioni esperantiste dei paesi nei quali la "bestia" risultava ancora sotto sequestro, invitandole a far ricerche per ritrovarla e quindi far pressione sulle le autorità competenti, perché fosse collocata in qualche piazza o parco cittadino. Ricevuta questa richiesta, la nostra associazione esperantista milanese si è subito attivata riuscendo a individuare il luogo di deposito della medesima. Quindi ha rivolto formale richiesta all' autorità competente perché fosse espota al pubblico, ricevendo però risposta negativa.
Perciò, dopo qualche inutile tentativo in tal senso, mi sono fatto avanti io, come privato cittadino, chiedendo di poter venirne in possesso; cosa che è avvenuta dopo varie richieste burocratiche. Ora questa "Mia interna besto" fa bella mostra di se nel "Esperanta ĝardeno" assieme alle mie altre opere esperantiste, in attesa di una degna inaugurazione ufficiale, alla quale forse parteciperà un personaggio di fama mondiale, mentre il Sindaco di Cormano ed alcuni giornalisti hanno già garantito la loro presenza.
Lo scopo di tutto questo, penso sia abbastanza chiaro: Coinvolgere e pubblicizzare l'Esperanto!


Johano el Kor-mano



I radicali e la benedizione URBI et ORBI

Da tempo ci è stata segnalata una dichiarazione di Giorgio Pagano di un anno fa (datata 11 aprile 2004, giorno di Pasqua) che compare nel sito internet: "http://lnx.internacialingvo.org/eo/" (pag.3). Non è stato possibile riferirne prima d'ora per mancanza di spazio. Eccone il testo:

Il Papa: 10 anni di Esperanto. Ma a chiesa, scuole e università cattoliche non importa.
Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell'Associazione Radicale Esperanto.

Esattamente nel 1994, dieci anni fa, il Partito Radicale, in occasione di una grande marcia di Pasqua per l'abolizione della Pena di morte del mondo organizzata da Nessuno Tocchi Caino, e l'Associazione radicale Esperanto con una manifestazione in Piazza San Pietro, chiesero al Santo Padre d'utilizzare l'Esperanto per la consueta Benedizione "Urbi et Orbi".
L'obiettivo era, ed é, grazie all'autorità di quella Voce tentare di porre al mondo l'attenzione su una lingua giusta (perché non c'é Pace senza giustizia, anche linguistica) che, se globalmente adottata, eviterebbe ben altri assassinii e genocidi: quelli di lingue e culture.
La scomparsa di quest'ultime segnano la morte d'interi popoli che, privati della loro lingua e cultura, divenuti senz'anima, assurgono a pure entità geografiche, conquistati così senza sparare un solo colpo di fucile.
Da allora, per dieci anni consecutivi, la Guida del mondo Cattolico ostinatamente dà i Suoi auguri e la Sua benedizione "urbi et orbi" a Pasqua e a Natale in Esperanto.
Che l'Esperanto sia, con tanta costanza ed ostinazione, tra quelle poche decine di lingue che vengono utilizzate dal Pontefice tra e migliaia del mondo, é senz'altro segnale e Simbolo importante.
Non di questo avviso sono state e sono però la Chiesa, le Università, le scuole cattoliche che, in dieci anni, non un convegno, non una cattedra hanno impegnato rispetto ad una tale, importante e reiterata attenzione del Pontefice."

A questo punto sono doverose alcune considerazioni:
- Ci complimentiamo con i radicali, che hanno puntualmente ricordato il 10° anniversario dell'evento. Noi purtroppo ce ne siamo dimenticati, malgrado tale data sia scritta a chiare lettere al centro dei mosaici del nostro santuario esperantista di Rimini. Ci rammarichiamo di questa nostra mancanza e ce ne scusiamo con i lettori.
- Nel sito internet citato compare la foto dello striscione con la scritta in esperanto "NE ESTAS PACO SEN JUSTECO" che i radicali dell'E.R.A. hanno esposto in piazza S.Pietro il giorno di Pasqua 1994 durante la manifestazione sopra citata. È probabile che Giorgio Pagano abbia pensato che sia stata la loro scritta a suggerire al Papa gli auguri in esperanto. In realtà non è così e don Duilio glielo ha segnalato; la richiesta al Papa era stata avanzata dallo stesso don Duilio, allora presidente dell'IKUE, e quindi la presenza di quella loro scritta è stata solo una felice coincidenza.
- Dobbiamo questa volta dare ragione ai radicali quando rilevano l'indifferenza dei centri culturali della Chiesa nei confronti dell'esperanto, indifferenti anche di fronte all'attenzione dimostrata dal Pontefice.




COMITATO CENTRALE U.E.C.I.

Presidente: Giovanni DAMINELLI, via Lombardia 37, 20099 Sesto S.Giovanni (MI) – tel. 02.2621149
Vice presidente: Paola AMBROSETTO, via Emo 9/C, 30173 Mestre (VE) – tel. 041.5341532 – fax 041.612516
Segretario generale: Diego FIUMARELLA (delegato giovanile), Corso Italia 11, 10090 Castagneto Po (TO) – tel. 011.9132048
Consiglieri:
don Duilio MAGNANI (segretario per l'informazione), viale C.Zavagli 73, 47900 Rimini, tel.-fax 0541.26447
Giovanni CONTI (cassiere e organizzazione congressi), via F.Filzi 51, 20032 Cormano (MI) – tel. 02.66301958 – fax 02.66302110
Luciano MANTAUT, Via Arno 44, 10148 Torino TO, tel. 011.2266762
Ionne DE ANGELI BERTOZZI, via Quercioli 114, 54100 Massa (MC) – tel. 0585.792066
Silvia GARNERO, Via Cavour 40, 10036 Settimo Torinese (TO) – tel. 011.8000078 oppure 0118012635
Assistente Ecclesiastico: mons. Giovanni BALCONI, p.zza Duomo, 16, 20122 Milano, tel. 02.878014 (ab.) - 02.8556274 (Curia);
Grafica e impaginazione di Katolika Sento: Mario GUlLLA, via Benadir 62, 13100 Vercelli, tel. 0161.259397

Nota bene: Tutte le comunicazioni alla redazione di Katolika Sento, vanno spedite al presidente UECI.
- Per i versamenti in denaro utilizzare il c.c.p. n. 47127675 intestato a UNIONE ESPERANTISTA CATTOLICA ITALIANA (U.E.C.I.) ricordando di mettere sempre la causale del versamento.


AMUZE

Aforismo
Oni diras, ke erari estas home, ĉefe se estas ni kiuj eraras.

***

Aforismo de Beresdorf
Hodiaŭ du trionoj de la loĝantaro vivas en la grandaj urboj aŭ en la ĉirkaŭaĵoj, la alia triono sur aŭtoŝoseo atendas eblecon eliri.

(sendis M.Luisa Faiella)

***

Hundobapto
Signorino, al sia paroĥestro:
- Mi volas ke vi baptu mian hundeton.
- Neeblas! oni tute ne rajtas bapti hundojn.
Tial la sinjorino ofertas tiom grandan monsumon ke la pastro ne povas rezigni; do li organizas por la hundeto malgrandan cerimonion baptoŝajnan.
Oni sciigis la aferon al la episkopo, kiu tuj alvokis la paroĥestron:
- Kion vi faris!? Vi sakrilegiis...
La paroĥestro pardonpetas kaj aldonas siajn pravigojn:
- La paroĥejo estas malriĉa... Finfine, oni faris malbonon al neniu... kaj nun, kun tiom da mono, oni povas fari multe da bono...
La episkopo iomete resereniĝas kaj konkludas:
- Bone, iru! Sed memoru ke la sakramento de konfirmacio estas tasko mia.

( anonima)

***

Pri katolikoj
Konfidas franca ĵurnalisto: "Se mi en TV diras ion negativan pri islamanoj, oni min maldungas; se tion mi diras kontraŭ hebreoj, oni min denuncas; se mi esprimas hezitemon pri Budhaismo, oni indigniĝas; se mi kritikas iun aŭ alian protestantan konfesion, oni min silentigas; se mi kalumnias katolikojn, oni min promocias".

(sendis Armando Zecchin)

***

Brodistino
Iu ambasadoro vizitas Ĉinion kun sia edzino. Tagmanĝante ĉe ĉina restoracio, la edzino, rimarkas la belegajn brodaĵojn de la buŝtukoj kaj petas la kelneron havigi al ŝi tian buŝtukon. Reveninte hejmen la ambasador-edzino brodas sur la antaŭo de sia bela vesto tiujn ĉinajn dezegnaĵojn.
Iom poste, estas gastoj ĉe la ambasadoro ĉinaj delegitoj kaj, honore al la gastoj, la ambasadorino surmetas sian bele broditan veston; sed ne ĉio ŝajnas en ordo, ĉar la interpretisto ne povas reteni rideton…Konfuziĝinte ŝi demandas:
- Pri kio vi ridetas?
- Pardonu min, sed sur via brusto oni legas: "Bona manĝaĵo, bona servo kaj ne multekosta"!

(sendis Silvia Garnero)

***

En Kana
Post la miraklo de la akvo iĝinta vino, farita de Jesuo, kelkaj flustris:
- Jen ulo nepre invitenda ankoraŭ.

***

Napoleono
Dum la napoleonaj invadoj en Italio, francaj militistoj kutimis diri:
- Vi italoj estas ĉiuj ŝtelistoj!
Italoj respondis:
- Ĉiuj ne, sed Bonaparte jes.

***

Ĉe manĝejo
- Ni havas tre bongustan bov-langon por vi, sinjoro.
- Ho ne, min naŭzas io elveninta de iu buŝo. Bonvolu doni al mi simplan ovon.

(sendis Felice Sorosina)