Enhavo:

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S.Pasqua 2005
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S.kta Pasko 2005
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Testo proposto da mons. Giovanni
Balconi
In trasparenza disegno di padre Luigi
Alfano
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Teksto proponita de mons. Giovanni
Balconi
Travideblas desegno de patro Luigi Alfano
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Dall’inno "Jesu dulcis memoria"
di S. Bernardo
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El la himno "Jesu dulcis memoria"
de S.kta Bernardo
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"Quanto è dolce il ricordo di
Gesù;
è fonte di vera gioia per il cuore!
Ma più del miele e di ogni altra cosa
soave è la sua presenza.
Nulla si canta di più sublime,
nulla si ode di più grazioso,
nulla si pensa di più mirabile
di Gesù Figlio di Dio
Gesù, speranza dei penitenti,
come sei pietoso con chi ti implora;
quanto sei buono con chi ti cerca!
Che sarai con chi ti trova?
La lingua non riesce a dirlo,
né lo scritto a spiegarlo.
Solo se lo hai sperimentato
puoi capire
in che cosa consiste amare Gesù!
O Gesù, sei tu la nostra beatitudine;
tu sarai il nostro premio;
sia in te la nostra felicità,
per sempre".
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Kiom dolĉas rememoro pri
Jesu';
vera ĝoj' por la kor' el ĝi fontas!
Sed pli ol mielo, pli ol ĉio ajn,
dolĉagrablas lia ĉeesto.
Nenio kanteblas pli sublima,
nenio aŭdeblas pli raviga,
neni' imageblas pli mirinda
ol Jesuo Filo de Dio.
Jesu', espero de l' suferantoj,
kiel vi preĝpetantojn indulgas;
kiom bonkoras vi, ĉe kiu vin serĉas!
kia vi estos, por kiu vin trovas?
Nek ĝin povas parolo pridiri,
eĉ ne skribo kapablas klarigi.
Nur ĝin spertinte vi povas
kompreni
en kio konsistas la amo al Jesu'!
Ho Jesu', estas vi nia beateco;
vi premio fariĝas por ni;
estu en vi nia feliĉo,
por ĉiam."
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traduzione italiana di mons.
Giovanni Balconi
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esperantigis Carla Sfardini
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Messaggio del Papa
in occasione della quaresima 2005
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Mesaĝo de la Papo
okaze de la Karesmo 2005
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Carissimi Fratelli e Sorelle!
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Karegaj gefratoj,
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1. Ogni anno la Quaresima ci si
propone come tempo propizio per intensificare la
preghiera e la penitenza, aprendo il cuore alla
docile accoglienza della volontà divina. In
essa ci è indicato un itinerario spirituale
che ci prepara a rivivere il grande mistero della
morte e risurrezione di Cristo, soprattutto mediante
l'ascolto più assiduo della Parola di Dio e la
pratica più generosa della mortificazione,
grazie alla quale poter venire più largamente
in aiuto del prossimo bisognoso. E' mio desiderio
proporre quest'anno alla vostra attenzione, carissimi
Fratelli e Sorelle, un tema quanto mai attuale, ben
illustrato dai seguenti versetti del Deuteronomio:
"E' Lui la tua vita e la tua longevità"
(30,20). Sono parole che Mosè rivolge al
popolo per invitarlo a stringere alleanza con
Jahvè nel paese di Moab, "perché viva
tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio,
obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui" (30,
19-20). La fedeltà a quest'alleanza divina
è per Israele garanzia di futuro, "per poter
così abitare sulla terra che il Signore ha
giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e
Giacobbe" (30,20). Giungere all'età matura,
nella visione biblica, è segno di benedicente
benevolenza dell'Altissimo. La longevità
appare così uno speciale dono divino. Su
questo tema vorrei invitare a riflettere durante la
Quaresima per approfondire la consapevolezza del
ruolo che gli anziani sono chiamati a svolgere nella
società e nella Chiesa, e disporre così
l'animo all'amorevole accoglienza che ad essi va
sempre riservata. Nell'odierna società, anche
grazie al contributo della scienza e della medicina,
si assiste a un allungamento della vita umana e a un
conseguente incremento del numero degli anziani.
Ciò postula un' attenzione più
specifica al mondo della cosiddetta "terza"
età, per aiutarne i componenti a vivere
appieno le loro potenzialità, ponendola al
servizio dell' intera comunità. La cura degli
anziani, soprattutto quando attraversano momenti
difficili, deve stare a cuore ai fedeli, specialmente
nelle Comunità ecclesiali delle società
occidentali, ove il problema è particolarmente
presente.
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1. La Karesmo ĉiujare sin
proponas kiel favoran tempon por intensigi
preĝadon kaj pentofaron, malfermante la koron al
cedema akcepto de la dia volo. En ĝi
montriĝas al ni spirita itinero, kiu pretigas
nin al revivigo de la granda mistero de la morto kaj
resurekto de Kristo, ĉefe pere de pli asidua
aŭskultado de la Parolo de Dio kaj de pli
sindona praktiko de humiliĝo, dank' al kiu eblos
atingi pluan malavarecon helpe al la bezonanta
proksimulo. Estas mia deziro proponi ĉijare al
via atento, karegaj gefratoj, temon kiel eble plej
aktualan, bone bildigitan en la sekvaj versegoj de
Readmono "Li estas via vivo kaj via longatempeco"
(30,20). Estas vortoj, kiujn Moseo eldiras al la
popolo invitante al interligo kun Javeo en la tero de
Moab: "por ke vi vivu, vi kaj via idaro, amante la
Eternulon, vian Dion, aŭskultante Lian
voĉon kaj alkroĉante vin al Li" (30,
19-20). La fideleco al tiu ĉi dia interligo
estas por Izraelo garantio pri l' futuro, por la
"loĝado sur la tero, pri kiu la Eternulo
ĵuris al viaj patroj, al Abraham, al Isaak, kaj
al Jakob" (30,20). Alveni al maljunaĝo. laŭ
la biblia vido, estas signo de bena bonvolemo de la
Plejaltulo. Longa vivodaŭro tiel aspektas
speciala dia donaco. Pri tiu ĉi temo, mi volus
inviti vin, dum la karesmo, al prikonsiderado, por
pliprofundigi la konscion pri la rolo, kiun la
maljunuloj estas alvokitaj plenumi en la socio kaj en
la Eklezio, kaj disponi tiel la spiriton al la amema
akcepto, kiun ĉiam devas esti al ili reservita.
En la hodiaŭa socio, amkaŭ dank' al scienca
kaj medicina kontribuo, oni alestas al
plilongiĝo de la homa vivo kaj al sekva kresko
de la nombro de maljunuloj. Tio postulas pli specifan
atenton al la mondo de la tieldirita "tria aĝo"
por helpi ties anaron plene vivi sian potencialon,
ĝin fordonante je la servo de la tuta kumunumo.
Zorgado pri la maljunuloj, ĉefe dum ili travivas
malfacilaj periodojn, devas esti kara por la
fideluloj, speciale en la ekleziaj komunumoj de la
okcidentaj socioj, kie la demando aparte
prezentiĝas.
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2. La vita dell'uomo è un dono
prezioso da amare e difendere in ogni sua fase. Il
comandamento "Non uccidere!" domanda di rispettarla e
promuoverla sempre, dal suo inizio sino al suo
naturale tramonto. E' un comando che vale pure in
presenza di malattie, e quando l'indebolimento delle
forze riduce l'essere umano nelle sue capacità
di autonomia. Se l'invecchiamento, con i suoi
inevitabili condizionamenti, viene accolto
serenamente nella luce della fede, può
diventare occasione preziosa per meglio comprendere
il mistero della Croce, che dà senso pieno alI
'umana esistenza. L'anziano ha bisogno di essere
compreso ed aiutato in questa prospettiva. Desidero
qui esprimere il mio apprezzamento a quanti si
adoperano per venire incontro a queste esigenze ed
esorto anche altri volenterosi a voler profittare
della Quaresima per recare anche il loro personale
contributo. Ciò consentirà a tanti
anziani di non sentirsi un peso per la
comunità e talora perfino per le proprie
famiglie, in una situazione di solitudine che li
espone alla tentazione della chiusura e dello
scoraggiamento. Occorre far crescere nell'opinione
pubblica la consapevolezza che gli anziani
costituiscono in ogni caso una risorsa da
valorizzare. Vanno, pertanto, potenziati i sostegni
economici e le iniziative legislative che permettano
loro di non essere esclusi dalla vita sociale. Per la
verità, negli ultimi decenni la società
si è fatta più attenta alle loro
esigenze, e la medicina ha sviluppato cure palliative
che, con un approccio integrale al malato, risultano
particolarmente benefiche per i lungodegenti.
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2. La homa vivo estas valora donaco
amenda kaj defendenda en ĉiu sia stadio. La
ordono "Ne mortigu!" petegas pri ĉiama respekto
kaj favoro al ĝi, ekde ĝia komenco ĝis
ĝia natura fino. Estas ordono kiu validas
eĉ en okazo de malsanoj kaj kiam febliĝo
reduktas la homan aŭtonomion. Se la
maljuniĝon, kun ĝiaj neeviteblaj
kondiĉadoj, oni akceptas serenece je la lumo de
fido, ĝi povas fariĝi valora okazo por
plibone kompreni la misteron de la kruco, kiu donas
plenan sencon al la homa ekzistado. La maljunulo
bezonas komprenemon kaj helpon en tiu ĉi
perspektivo. Mi deziras ĉi tie esprimi mian
estimon al la multaj kiuj zorgadas por helpi ĉe
tiaj postuloj, kaj mi instigas aliajn volontulojn
profiti la Karesmon por alporti ankaŭ la propran
personan kontribuon. Tio ĉi permesos al multaj
maljunuloj senti sin ne peza ŝarĝo sur la
komunumo, kaj foje eĉ sur la propraj familioj,
en situo de soleco, kiu elmetas ilin al tento de
fermiĝo kaj senkuraĝiĝo. Estas necese
kreskigi en la publika opinio la konscion ke la
maljunuloj konsistas ĉiukaze valorigendan
rimedon. Oni devas, tial, potencigi la financajn
subtenojn kaj la leĝajn iniciatojn, permesantajn
al ili esti ne ekskluditaj el la socia vivo. Verdire,
dum la lastaj jardekoj la socio fariĝis pli
atenta pri iliaj postuloj, kaj la medicino evoluigis
paliativajn terapiojn, kiuj, pere de kompletiga aliro
al la malsanulo montriĝas speciale bonefikaj
ĉe longtempaj hospitalgastoj.
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3. Il maggior tempo disponibile in
questa fase dell'esistenza offre alle persone anziane
l'opportunità di affrontare interrogativi di
fondo che forse erano stati trascurati prima a motivo
di interessi stringenti o ritenuti comunque
prioritari. La consapevolezza della vicinanza del
traguardo finale induce l'anziano a concentrarsi su
quanto è essenziale, dando importanza a quello
che l'usura degli anni non distrugge. Proprio per
questa sua condizione l'anziano può svolgere
un suo ruolo nella società. Se è vero
che l'uomo vive del retaggio di chi lo ha preceduto e
il suo futuro dipende in maniera determinante da come
gli sono trasmessi i valori della cultura del popolo
a cui appartiene, la saggezza e l' esperienza degli
anziani possono illuminare il suo cammino sulla
strada del progresso verso una forma di
civiltà sempre più completa. Quanto
è importante riscoprire questo reciproco
arricchimento tra diverse generazioni! La Quaresima,
con il suo forte invito alla conversione e alla
solidarietà, ci conduce quest'anno a
focalizzare queste importanti tematiche che
interessano tutti. Cosa succederebbe se il Popolo di
Dio si arrendesse a una certa mentalità
corrente che considera quasi inutili questi nostri
fratelli e sorelle, quando sono ridotti nelle loro
capacità dai disagi dell'età o dalla
malattia? Come, invece, sarà diversa la
comunità, a partire dalla famiglia, se
cercherà di mantenersi sempre aperta e
accogliente nei loro confronti!
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3. Pli disponebla tempo dum tiu
ĉi vivostadio donas al la maljunuloj oportunecon
alfronti bazajn demandojn, kiuj eble estis
antaŭe neglektitaj pro interesoj urĝaj
aŭ ĉiukaze konsideritaj prioritataj. La
konscio pri alproksimiĝo de la vivofino, igas la
maljunulon koncentriĝi sur ĉio esenca,
konsiderante grava nur tion, kion la trivo da la
jaroj ne pereigas. Ĝuste pro tiu ĉi sia
kondiĉo la maljunulo povas plenumi sian rolon en
la socio. Se veras ke la homo vivas je heradaĵo
de antaŭuloj kaj ke lia estonto dependas decide
el kiamaniere oni transigas al li la kulturvalorojn
de la popolo al kiu li apartenas, la saĝeco kaj
la sperto de la maljunulo povas lumigi lian vojon al
progreso direkte al formo de civilizo ĉiam pli
kompleta. Kiom estas grave remalkovri tiu ĉi
reciprokan riĉiĝon inter la diversaj
generacioj! La Karesmo, per ĝia forta invito al
konvertiĝo kaj solidareco, ĉijare kundukas
nin al enfokusigo de tiun ĉi grava temaro, kiu
koncernas ĉiujn. Kio okazus se la Popolo de Dio
cedus al ia hodiaŭa pansadmaniero, kiu
konsideras preskaŭ senutilaj ĉi niajn
gefratojn, kiam reduktiĝas ilia aktivkapablo pro
ĝenoj de maljunaĝo aŭ malsano. Kiel,
prefere, estos alia la komunumo komence de la
familio, se ĝi klopodas konserviĝi
ĉiam malfermita kaj gastema rilate al ili!
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4. Carissimi Fratelli e Sorelle,
durante la Quaresima, aiutati dalla Parola di Dio,
riflettiamo su quanto sia importante che ogni
Comunità accompagni con amorevole comprensione
quanti invecchiano. Occorre, inoltre, abituarsi a
pensare con fiducia al mistero della morte,
perché l'incontro definitivo con Dio avvenga
in un clima di pace interiore, nella consapevolezza
che ad accoglierci è Colui "che ci ha tessuto
nel seno materno" (cfr Sal 139,13b) e ci ha voluti "a
sua immagine e somiglianza" (cfr Gn l, 26). Maria,
nostra guida nell'itinerario quaresimale, conduca
tutti i credenti, specialmente gli anziani, a una
conoscenza sempre più profonda di Cristo morto
e risorto, che è la ragione ultima della
nostra esistenza. Lei, la fedele serva del suo divin
Figlio, insieme con i Santi Anna e Gioacchino,
interceda per ciascuno di noi "adesso e nell' ora
della nostra morte". A tutti la mia Benedizione!
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4. Karegaj gefratoj, dum la Karesmo,
helpata de la Di-parolo, ni pripensu kiom gravas, ke
ĉiu komunumo akompanadu kum ama kompreno la
kadukiĝantojn. Estas necese, krome,
alkutimiĝi al konfida pripenso pri la mistero de
la morto, tial, ke la fina renkonto kun Dio okazu en
etoso de interna paco, kun la konscio ke akceptos min
Tiu Kiu "formis min en la ventro de mia patrino" (Ps.
139,13b) kaj Kiu nin volis "laŭ Nia bildo,
similan al Ni" (Gn. 1,26). Maria, nia gvidantino en
la karesma itinero, konduku ĉiujn kredantojn,
precipe la maljunulojn, al ĉiam pli profunda
scio pri Kristo mortinta kaj resurektinta, kiu estas
lasta rezonmotivo de nia ekzistado, Ŝi, la
fidela servistino de sia dia Filo, kune kun la
sanktuloj Anna kaj Joakimo, propetu por ĉiu el
ni "nun kaj en la horo de la morto". Al ĉiuj
mian Benon!
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Dal Vaticano, 8 Settembre 2004
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El Vatikano, la 8.an de Septembro
2004.
(Esperantiĝis Carla Sfardin)
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El la homilio de la kvina karesma dimanĉo
(16-3-2002)
pri la evangelio laŭ Johano (11,1-45: resurekto de
Lazaro): "Mi estas la reviviĝo kaj la
vivo"
Pri la morto ni ne havas la serenecon de Papo Johano. Li
plenigis sian valizon je bonaj agoj, kaj diris:
"Kiam venos la momento, mi prenos la valizon kaj foriros".
Kaj eĉ ni ne havas la sanktecon de Pastro Calabria:
"Aŭ sanktulo aŭ mortinto": jen estis lia devizo.
Tion li skribis en ĉiu paĝo de sia tag-kajero
kaj al tio sian vivon li konformigis. Verŝajne ni ne
havas eĉ la fervoron de Francisko Castello Aleu.
Arestita dum la intercivitana milito de Hispanujo, ĉar
li estis katoliko, li mortis kriante: "Mi estas katoliko:
ĉi tio estas mia krimo!"
Ekzistas ankaŭ alia morto, la spirita morto, kiu estas
tre malĝoja kaj tre disvastiĝinta. Skribis don
Gnocchi: "Mankas al la hodiaŭa homo motivoj fortaj kaj
neŝanĝeblaj de vivo, valoroj eternaj, kiuj
kondiĉu la terajn motivojn. Kiam la homo ne plu havas
centran, senmovan kaj precizan nukleon, ĉirkaŭ
kiu li povas polarizi la diversajn agojn de la vivo; kiam
li ne havas klaran kaj transcendan celon, al kiu li
aldirektu la faskon plurforman kaj malakordan de siaj
agadoj, la personeco evoluas al unu sinsekvo ne logika de
plurai senkoherai momentoj."
Ni bezonas, hodiaŭ, ke la Sinjoro diru: "Mi estas la
reviviĝo kaj la vivo" kaj Li venu al multaj tomboj
laŭte vokante: "Lazaro, elvenu".
La evangelio de la resurekto de Lazaro similas al
kamparano, kiu pioĉas la terbulojn cele, ke la arbeto
facile naskiĝu el la tero. Ĉi tiu paĝo
desegnas la diafanecon de la kredo. La fido de Marta kaj de
Maria similas al sunradio, kiu trapasas tre puran
kristalon. Ilia fido formata estas je familiareco:
"Sinjoro, se vi estintus ĉi tie, mia frato ne estus
mortinta"; je rapida renkontiĝo: dum Jesuo
alproksimiĝis, Marta iris al li renkonte kaj Maria
rapide leviĝis kaj iris al li; je emocio ĝis
ploro: la kortuŝiĝo de Maria kaj la ploro de
Jesuo. Nia peko pardonita estos, se ni ĝin priploros,
kaj se kun ni Jesuo mem ploros.
(...)
Malligu ni niajn manojn kaj niajn piedojn de la tombotukoj,
kaj nian vizaĝon kaj nian koron de la viŝtuko kaj
de la kortuko; tiamaniere ni provos la efikon de la parolo
kaj de la graco de Jesuo.
Kaj ... kial ne?
El la homilio de tria paska
dimanĉo (14-4-2002)
pri la evangelio laŭ Luko (24,13-35: Emaus): "Li
rekoniĝis al ili el la dispecigo de la
pano"
Ununura momento da frenezo sufiĉas por ĵeti
perlokolieron en puton. Necesas pluraj horoj por ĝin
serĉi; malbonŝance, kelkfoje oni ne plu ĝin
trovas.
La du disĉiploj de Emaus havis fidon humiligitan. Ili
havis ne gajan mienon, perdis la esperon en Jesuo, forlasis
la grupon de la apostoloj, ne donis gravecon al la signoj
kaj al la atestoj pri la resurekto de Jesuo. Ili estas kiel
printempo sen arb- kaj flor-florado.
Kompare kun ili, kiel malsamaj estas la monaĥinoj de
la "Dialogo de la Karmelaninoi"! La juĝisto kondamnis
ilin pro fanatikismo. Unu el la monaĥinoj naive
aldemandis: "Sinjoro juĝisto, kion signifas
fanatikismo?" Al ŝi la juĝisto respondis:
"Ĝi estas via stulta aparteno al la religio". "Ho
fratinoj, ĉu vi aŭdis? Li nin kondamnas pro nia
korinklino al la kredo. Mi tre ĝoja estas: mi povas
morti pro mia Jesuo!"
Jesuo lumigis iliajn korojn, iliain mensojn, ilian
vesperon.
...
Ni similas al la disĉiploj de Emaus: la vortoj de
Jesuo estas instruado ne proksima al ni; ĝi ne
ankoraŭ eniras en la profundon de nia koro, kaj ne
fariĝas la ĉefa kialo de nia vivo.
Pli-malpli en la jaro 1118a, Baldueno la Dua, reĝo de
Jerusalemo, donis al la Templanoj unu parton de la templo
de Salomono. Pri tiu evento Sankta Bernardo verkis:
"Libron ad milites templi. De Laude novae militiae".
Li skribis: "Granda mildeco plenigas la animon de tiu, kiu
pensas pri la tombo de Kristo, kaj de tiu, kiu "cernit
corporaliter oculis corporalem locum dominicae
quietis"... Ĉu vi komprenis? La ĝojo ne
konsistas nur en la penso, sed ankaŭ en la vido de la
tombo. La disĉiploj de Emaus vidis la tombon, ne
trovis la korpon de Jesuo: kial ili ne kredis? Sian
prikonsideron daŭrigas Sankta Bernardo, ĝin
portante ĝis la alta teologio: "Ankaŭ se ne plu
estas la korpo homa de Jesuo, plena la tombo tamen estas
"nostris et incundus admodum sacramentis" = la tombo
plena estas de niaj ĝojaj misteroj, ĉar:
"complantati sumus, facti sumus similitudini eius
mortis, simul et resurrectionis erimus." Tre bela estas
la ideo de Sankta Bernardo: Ni fariĝis unu arbo kun
Li, ni estas ties branĉoj; tiamaniere ni resurektas en
Lia resurekto kaj fruktigas Liajn fruktojn.
Post la brilado de la vero, Jesuo lumigis la menson de la
du disĉiploj de Emaus. "Nihil volitum quia
praecognitum", diras la teologio. Nia volo agas
laŭ la intelekto.
...
"In cella solitudinis a mundis vanitate feliciter
absconditi, veras paradisi delicias obtenimus, quae sic
hominen nostrum interiorem recreant et reficiunt.".
Ĉi tion skribis en la komenco de la dek tria jarcento
la "Ignea Sagitta", verkita de Nikolao la Franko: "en la
ĉelo de la silento, (la silento de Emaus) la silento
de la vespero, ĝojaj, kaŝitaj al la vanteco de la
mondo, ni ricevas la delicojn de la paradizo,
kiuj nian internan homon rekreas kaj vivecigas". La Sinjoro
nin varmigas kiel la suno, nin nutras per la pano de vivo,
nin tuŝas per la fingro neperceptebla de la vento,
deponas sian amon kaj siajn donacojn en la koron liberan.
La okuloj de la sanktuloj sanktigas ĉiujn belecojn,
dum iliaj manoj konsekras por la gloro de Dio ĉiujn
estaĵojn. Kiam ni eniros en ĉi tian atmosferon
senmaterian de sankteco, ni supervenkos ĉiujn
kontraŭdirojn de la vivo.
Memorante sian unuan komunion, Serafina de la Kruco, la
fondintino de la Ĉiamdaŭraj Adorantinoj de la
Eŭkaristio, skribis: "Mi vivos mian vivon por ami Vin
kaj laŭdi Vin por ĉiuj, kiuj Vin ne amas kaj ne
laŭdas, per la delikateco de mia preĝo kaj la
kiso de mia amo". Kiam ŝi skribis ĉi tion,
Serafina estis junulino naŭ-jara. La parencoj donis al
ŝi dolcaĵojn, sed ŝi diris: "Ĉiuj
estaĵoj ne dolĉaj estas kiel la dolĉeco,
kiun mi spertis ĉi tiun matenon".
Ĉu en nia Eŭkaristio, ni rekonas Jesuon Savanton?
Ĉu en ĝi, ni elprovas la agrablan dolĉecon
de nia transfiguriĝa renkontiĝo kun
Jesuo?

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Ŝajnaj bibliaj faligiloj
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Apparenti insidie bibliche
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Nur ŝajnaj, ĉifoje, la
bibliaj malfacilaĵoj ĉar supereblaj helpe
de la pribiblia scienco aŭ de bonvolema
interpreto aŭ pro ilia etgraveco! Faligiloj kiuj
ne faligas, do. El tiuj mi elektas kelkajn en la
bibliaj tekstoj de la dimanĉo septuaĝesima
(23 de januaro de la kuranta jaro)
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Solo apparenti questa volta le
difficoltà bibliche perché superabili
con l’aiuto della scienza biblica o della
volonterosa interpretazione o a causa della loro poca
importanza. Insidie che, dunque, non fanno cadere.
Tra queste ne scelgo alcune tra i testi biblici della
domenica di settuagesima (23 gennaio di
quest’anno).
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Oni bonvolu legi 1Kor 1, 17.
Paŭlo energie krias: „Kristo sendis min,
ne por bapti, sed por prediki evangelion", sed
kelkajn versegojn pli antaŭe jen lia deklaro:
„mi neniun baptis inter vi, krom Krispo kaj
Gajo". Do, li baptis! Kaj kial tia duarangigo de la
bapto? Ĉu la bapto ne supozigas
sinforlasiĝon al la Krista evangelio? Ĉu
hasteco faligis Paŭlon en kontraŭdiron?
Ĉu ne estas skribate "…kiu kredos kaj
estos baptita (Mr 16)"? Jes, vere. Sed diras
spertuloj pri biblio. La vorto " bapti" ĉikaze
revenas al sia originala signifo kiam la baptito per
la bapto materie aliĝis al la sekvantaro de la
baptanto. Paŭlo estas protestanta kontraŭ
disdividoj inter korintanoj kiuj ne hezitas proklami
sian adheron pli forte al propra baptinto ol al
Kristo mem. Paŭlo, kontraŭ la asertantoj:
"mi estas de Paŭlo… mi de Kefas…
mi de Apolos… mi de Kristo", koleriĝas
kaj krias ke li ne venis por kunigi tiamaniere al
baptinto, sed por anonci la morton kaj resurekton de
Kristo alvokanta ke oni fariĝu ties sekvanto.
Do, la vorto "bapti" ĉi tie havas pli socia ol
religia senco.
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Si legga 1Corinti 1, 17. Paolo grida
energicamente:"Cristo mi ha mandato non per
battezzare, ma per predicare il Vangelo", ma ,
qualche versetto più indietro ecco la sua
dichiarazione: "Io non ho battezzato nessuno tra voi,
tranne Crispo e Gaio". Dunque, ha battezzato! E
perché quel porre il battesimo in secondo
rango? Il battesimo non fa forse supporre il proprio
abbandono al vangelo di Cristo? Forse che la fretta
ha fatto cadere in contraddizione Paolo? Non è
forse scritto: "… chi crederà e
sarà battezzato (Mt.16)? Sì, è
vero. Ma gli esperti della Bibbia dicono: la parola
"battezzare" in questo caso ritorna al suo
significato originario, quando il battezzato con il
battesimo aderiva materialmente alla sequela di colui
che lo aveva battezzato. Paolo sta protestando contro
le divisioni tra i corinzi, i quali non esitano a
proclamare più fortemente la loro adesione al
loro battezzatore che allo stesso Cristo. Paolo,
contro coloro che asseriscono: "io sono di
Paolo… io di Cefa… io di Apollo…
io di Cristo", si adira e grida che lui non è
venuto per instaurare un'aggregazione di quel tipo
con il battezzante, ma per annunciare la morte e
resurrezione di Cristo, che chiama perché si
diventi Suoi seguaci. Dunque, la parola
"battezzare"qui ha un senso più sociale che
religioso.
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Ĉiam el la tiudimanĉa
evangelio, dum la pastra komentado, anstataŭ
atendi pacience ĝian finon, mi min forlasis al
pensoj nemulte unuavide respektemaj por…
Jesuo. La okazon favoris la komento pri la
dimanĉa evangelia teksto kie estas rakontate ke
Jesuo vidis du fratojn (Mt 4) ĵetantajn la reton
en maron por fiŝkapti kaj li ilin kapte invitas
ke ili forlasu la retojn, kaj tujposte vidas aliajn
du riparantajn siajn retojn kaj ilin preskaŭ
imperie invitas por ke ili aniĝu al la jesua
sekvantaro…
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Sempre dal Vangelo di quella domenica,
durante il commento del Sacerdote, invece di
aspettare pazientemente che finisse, mi sono
abbandonato a pensieri a prima vista non molto
rispettosi per… Gesù. Favorì
l’evento il commento sul testo evangelico
domenicale in cui si racconta che Gesù vide
due fratelli (Mt.4) che gettavano le reti nel mare
per pescare e li invita a seguirlo, come prede, ed a
lasciare le reti, e, subito dopo vede altri due che
riparano le loro reti e li invita, quasi
imperativamente, ad unirsi alla sequela di
Gesù…
|
|
"Kial tia amikiga la invito de
Jesuo?", petas la pastro homelianta al la infanaro
(tiu estas porinfana meso). "Kial Jesuo paŝadis
tratie, laŭlonge de la marbordo, ĝuste
apude de la fiŝkaptistoj? ", repetas la pastro
ekscitante respondon de la ĉeestanta infanaro
kutime preta dialogi. Nekredeble, infano el la grupo
tutehaste klarvoĉe respondas: "Ĉar Jesuo
frande amis fiŝojn !". Dum la aŭskultantaro
bruege ridetas, al mi plaĉis sekvi fantazion:
kiom da fojoj Jesuo parolas pri fiŝoj en la
evangelio? Ĉu ne estas li kiu parolas pri
laŭmarborda selektado de fiŝoj, apartiganta
la purajn (koĥerajn) de la malpuraj
(malkoĥeraj), por diri ke simile faros la Patro
en la juĝtago? Kaj tia frandemo, ĵetata de
la infano, ĉu ne suspekteblas ankaŭ el la
bela, jam mondofama, esprimo: "mi vin faros
"fiŝkaptistoj de homoj"? Li mem eĉ
fiŝojn pretigis sur la marbordo… por
alloge inviti la disĉiplojn per karba fajro kaj
fiŝo kuŝanta sur ĝi (Joh. 21).
|
"Perché così amichevole
l’invito di Gesù? Chiese il Sacerdote
mentre faceva l’omelia al gruppo di
bambini? ( era una messa per bambini). Perché
Gesù camminava in quei luoghi lungo la riva
del mare, proprio vicino ai pescatori? Chiese di
nuovo il sacerdote stimolando la risposta del gruppo
di bambini presenti, di solito pronto al dialogo.
Incredibilmente un bambino del gruppo, in tutta
fretta, con voce chiara rispose: "Perché
Gesù era ghiotto di pesci! ". Mentre gli
ascoltatori ridevano fragorosamente, mi piacque
seguire la fantasia: quante volte Gesù parla
di pesci nel Vangelo? Non è forse Lui che
parla di scelta di pesci lungo la riva del mare, che
divide quelli puliti (coerenti) da quelli sporchi
(incoerenti) per dire che ugualmente farà il
Padre nel giorno del giudizio? E quella ghiottoneria.
Buttata lì dal bambino non è anche
sospettabile già dalla bella espressione,
ormai famosa in tutto il mondo: "Vi farò
pescatori di uomini?" Egli stesso preparò
anche pesci in riva al mare per invitare con
attrazione i discepoli con un fuoco di carbone ed un
pesce posato su di esso? (Giov. 21).
|
|
Eble al kelkaj inter la legantoj venas
al la memoro aliaj similaj faktoj kaj esprimoj kie
Jesuo aludas aŭ parolas pri fiŝaro. Ĉu
tutstranga la infano rideksplodiganta ?
|
Forse ad alcuni lettori vengono in
mente altri fatti ed espressioni simili in cui
Gesù allude o parla di pesci. Era proprio del
tutto strano il bambino che ha fatto esplodere la
risata?
|
|
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Armando Zecchin
|
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Armando Zecchin
traduzione di Silvia Garnero
|

MILANO
Su invito di Don Duilio, alcuni di noi hanno scritto
alla Segreteria di Stato Vaticana per ringraziare il Papa
dei suoi auguri di Natale in Esperanto. Il presidente del
Circolo Esperantista Milanese, dott. Polerani, ha pensato
di scrivere in esperanto ed è stato gratificato
della seguente risposta nella medesima lingua:
El Vatikano, la 10an de januaro 2005
SEGRETERIA DI STATO
Prima sezione – Affari generali
Prot. 568.400
Estimata Sinjoro,
alvenis kun ŝato al la Sankta Patro la bondeziraj
esprimoj, kiujn Vi, ankaŭ en nome de via Asocio,
zorgeme adresis al Li okaze de la Festoj de Kristnasko kaj
Novjaro.
Al la respektema gesto la Papo deziras respondi per dankema
animo, preĝe petante al la Plejaltulo por Vi kaj por
tiuj, kiuj aliĝis al la ĝentila omaĝo,
abundon da paco kaj trankvilo, plivalorigante Siajn sentojn
per la Apostola Beno, kiun elkore Li donas al Vi
ĉiuj.
Kun sentoj de estimo:
Mons. Gabriele Caccia, Assessore
RIMINI
Con piacere noi riminesi, come tutti gli anni, dopo aver
celebrato con la S. Messa ed i canti in Esperanto durante
il 13°anniversario (11 febbraio) del riconoscimento
ufficiale della nostra associazione da parte del Pontificio
Consiglio per i Laici, inviamo un breve resoconto annuale
dell'operato del nostro gruppo.
1. I partecipanti alla S Messa erano 40 circa fra soci e
simpatizzanti.
2. E' nato il CERES (Centro Esperantista Riminese Ecumenico
Solidale) che con grande entusiasmo coinvolge un gran
numero di persone sul tema della
Solidarietà-Bonfarado alla scuola esperantista in
Benin (Africa) e che allarga il raggio d'azione anche al di
fuori del mondo cattolico. Nel 2004-2005 principale
operazione del neonato CERES è stato il viaggio in
Benin con i sopralluoghi alle opere realizzate e la visione
dei progetti presso le diverse autorità locali.
3. A Rimini sono attivi 3 mini-corsi di Esperanto con la
partecIpazione di 15 persone circa.
4. Come Esperantisti Cattolici (grazie al fatto che siamo
riconosciuti fra i movimenti laici) siamo stati invitati
dalla Diocesi a partecipare ai lavori della settimana per
l'ecumenismo insieme alle diverse realtà diocesane.
Con i nostri canti, e la nostra relazione abbiamo
presentato l'importanza della lingua Esperanto per favorire
una unità spirituale del mondo cristiano che con
urgenza deve trovare l'energia per una nuova Pentecoste da
proporre al mondo. Dall'incontro ecumenico è
scaturito un buon rapporto con la comunità Greco
Ortodossa della vicina parrocchia.
5. Fra le ultime attività in ordine di tempo va
ricordato il grande impegno del CERES per preparare il
congresso della FEI che si terrà a Rimlni il
prossimo 3 Settembre e che ha come titolo: "LA
COMUNICAZIONE FONTE DI PROGRESSO". Si spera di coinvolgere
molto la città di Rimini che sicuramente,
rispettando le sue tradizioni, saprà ospitare
degnamente i circa 200 partecipanti previsti. Saremmo
felici di contare sul contributo, in presenza ed in
partecipazione degli esperantisti del nord Italia anche
perché nella Sala del Podestà ed in Piazza
Cavour nel centro di Rimini è prevista per Domenica
4 Settembre la " FESTA ETNICA" dei diversi popoli e la
mostra fotografica del "CUORE PULSANTE ESPERANTISTA".
ANDREA BELLETTI e tutto il gruppo diocesano UECI.
VERCELLI Per l'anno 2005 ricordiamo:
Ogni primo venerdì del mese (escluso Agosto) alle
ore 18, nella cattedreale di S.Eusebio (Duomo) viene
celebrata una S.Messa in italiano con parti in esperanto
(è un momento sereno di accoglienza e
preghiera).
Sono previsti interessanti incontri culturali nel salone
del seminario vescovile (P.zza S.Eusebio) con
l'università della terza età ogni
giovedì ore 15,30. In tale ambito, giovedì 14
aprile il nostro socio prof. Mario Guilla terrà un
incontro sul tema "Curiosando in cucina nel medioevo".
Continua il primo corso di Esperanto con 5 corsisti.
(Informis prof. Francesco Ottino)
MULTE DA DANKOJ
(per motivi di riservatezza diamo solo la
sigla del nome e la provincia)
|
Benin:
|
C..S
R.M.
|
Milano
Milano
|
50 €
10 €
|
|
Bonfarado:
|
L.M.
|
Torino
|
30 €
|
|
Alfabetiĝo:
|
S.B.
|
Treviso
|
25 €
|
Kontribuo
UECI-kongreso:
|
A.Z.
L.M.
L.F.
A.P.
M.P.
|
Torino
Torino
Bergamo
Livorno
Vercelli
|
10 €
5 €
10 €
10 €
10 €
|
|
Kontribuo UECI:
|
L.M
C.C.
G.P.
|
Torino
Cremona
Vicenza
|
54 €
22 €
12 €
|
AVVISI
ETICHETTATURA DELL'INDIRIZZO: Si noti
sull'etichetta dell'indirizzo, in altro a destra c'è
una sigla seguita da un numero. Essa indica la situazione
dell'abbonato ed è stata posta perchè
ciascuno possa verificare la propria posizione onde evitare
che qualcuno non rinnovi l'abbonamento credendo di averlo
già fatto e altri si abbonino due volte, come
è già successo. Significato delle prime
due lettere della sigla: AK: abbonato a Katolika
Sento; SO: socio ordinario; SS: socio
sostenitore; SV socio vitalizio. Se alle prime due
lettere segue la lettera E, significa che si
è abbonati anche a Espero Katolika. Tutti i soci
sono di diritto abbonati a Katolika Sento.
Il numero indica l'anno di validità
dell'abbonamento, quindi se è precedente al 2005,
l'abbonamento non è ancora stato rinnovato.
***
ERRATA CORRIGE: nella lettera che è stata
spedita a tutti i soci per la CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA
ORDINARIA 2005, sulla penultima riga della scheda di
votazione per lettera, è indicata come data limite
per la spedizione il 31 luglio 2005: correggere con
31 maggio 2005. L'errore è evidente, essendo
programmato per il 5 giugno lo spoglio delle schede.
Rubrica a disposizione dei lettori. Rubriko je dispono
de la legantoj.
(Questa lettera, anche se indirizzata a
Giovanni Conti e Giovanni Daminelli, è rivolta a
tutti gli UECI-anoj.
Karegaj Giovanni Conti kaj Giovanni Daminelli, saluton kaj
pacon!
Ni IKUE-anoj de Grupo de Goma, en Orienta Kongolando
Kinshasa, kaj orfaj kaj strataj infanoj
diras al vi ke vi estas en niaj tagaj preĝoj. Ni
dankas vin por via iniciato porti panelan suskribon
"ESPERANTO" sur la placo de Sankta Petro en la tago de la
festo de naskiĝo de Jesuo Kristo, ĉar tio estas
efika informado al la tuta mondo pri ekzisto de
Esperanto.
Per vi, ni salutas ĉiujn niajn gefratojn de UECI
(Itala IKUE-sekcio) kaj Dio benu. Feliĉan Paskon en
Kristo resurektinta! Ankaŭ vi pregŭ por viaj
kongolandaj gefratoj per ke ni retrovu la veran
Pacon...
Ankaŭ preĝu por la malegoismo, la altruismo kaj
la solidareco, la frateco. En esenco la homaro estas
unu, ĝia feliĉo, sukceso, prospereco estas
je favoro de ĉiuj homoj, senekcepte. Ĉiutage, ni
preĝas: "Povu la bonvolaj homoj de tutmondo
sinrenkonti en koopera, kunlabora, kunhelpa spirito. De unu
animo al alia kunlaboru kiel unuopa Animo. Povu la Divina
amo saturi niajn korojn kaj disverŝiĝi en nia
grupo IKUE kaj en la tuta mondo.
Ni dankas vin, niaj gefratoj de la Itala IKUE-Sekcio,
ĉar dank'al vi ni membrigis en IKUE, do ni varmdankas
vin por viaj 300 euroj.
Hodiaŭ ni informas vin ke ni organizos la 28an de
Marto ĝis la 3a de Aprilo, la E-seminarion "regi la
lingvon". Ni esperas vian moralan subtenon per viaj
preĝoj por la sukceso de tiu E-seminario.
Plejestime.
Por la IKUE-grupo de Goma
Alexis Asumani Bengantuau, Prezidanto.
***
Carlo Sarandrea ci scrive:
Ho ricevuto questa richiesta di corrispondenza. Io la
pubblico su EK, ma penso sia utile farla uscire anche su
KS. Ciao, Carlo
Un’esperantista polacca di 42 anni, bibliotecaria
in una biblioteca per bambini e ragazzi desidera
corrispondere in esperanto con italiani. Si interessa di
letteratura e geografia. Il suo indirizzo e’:
Iwona BRONIEWSKA, ul. Jagiellonska 58 m 112, PL-03-468
Warszawa, Polonia
***
Rovistando nei cassetti, ho scoperto alcuni versi che ho
scritto in esperanto molto tempo fa (nel 1973!). Li ho
tradotti liberamente in italiano. Ho pensato di inviarli
per collaborare -se credete- alla stesura di Espero
Katolika. Molti cordiali saluti
Giorgio Rosada
|
Sola ĉi tie...
|
Sera afosa di estate
|
Sola ĉi tie, sub flava
lampego,
mi spiregas,
dum pesa, varma aero
gravas sur ĉio.
Baldaŭ venos iu pluvero,
kaj alia,
kaj cent.
Tutan mondon ega pluvo malvarmigos
kiel l'animon dolĉe renovas
la graco de Dio.
|
Sotto un lampeggio giallastro
respiro con affanno.
Un'atmosfera pesante
grava su tutto.
Verrà presto una goccia,
e un'altra,
e poi cento.
Un acquazzone rinfrescherà il mondo
come rigenera l'anima e il cuore
la dolce grazia divina.
|
Giorgio Rosada
Mostra e convegno "Don Giacomo Bianchini e
l'Esperanto"
A-Presentazione della manifestazione
L'Associazione Pescatori Sportivi "A.P.S. Rio Rui" di
Cimpello in sinergia con le altre associazioni di
volontariato del paese (Pro Loco, Amatori Calcio) negli
ultimi anni ha promosso varie iniziative per valorizzare la
zona dei Comuni di Fiume Veneto ed Azzano X° limitrofa
al fiume Meduna, importante sia dal punto di vista storico
che naturalistico. Nella zona citata, a metà di una
vecchia strada che unisce Cimpello a Corva, si trova una
suggestiva chiesetta chiamata dal volgo "Le Cisiole",
costruita nel 1251 ed oggetto nel tempo di rifacimenti e
ritocchi, che diede il nome al borgo limitrofo tuttora
chiamato Chiesiole.La località delle Chiesiole ebbe
uno spazio considerevole nella storia manoscritta di
Cimpello di Don Giacomo Bianchini. Don Giacomo Bianchini fu
parroco di Cimpello dal
1927 al 1954 ed è conosciuto a livello planetario
come eminente esperantista anche in seguito alla
partecipazione a congressi mondiali in rappresentanza
dell'Italia. La figura di Don Giacomo Bianchini è
particolarmente legata anche alla Comunità Azzanese
sia perché Cimpello negli anni '50 gravitava
economicamente e religiosamente su Azzano X° sia
perché il prelato fu il fondatore, intorno al 1950,
del gruppo di giovani esperantisti di Azzano X°. Il
gruppo azzanese, negli anni della ricostruzione, era molto
attivo ed apprezzato anche nell'ambito sociale (nel 1956
diede ospitalità, in attesa del definitivo
trasferimento in Canada, ad una famiglia di profughi
ungheresi).
(...)
La figura di Don Giacomo Bianchini, oltre che essere di
riferimento per l'importanza in seno all'esperanto, risulta
importante per gli storici, perchè attiva e al
centro di accadimenti riferiti a un periodo complesso della
nostra storia. La figura di Don Bianchini, ricettrice degli
alti valori dell'esperanto calati in un periodo di alte
tensioni sociali e politiche, non è mai stata
rivalutata e riproposta; questo ha spinto l'A.P.S. Rio Rui,
unitamente alle altre Associazioni cimpellesi, a colmare
tale vuoto organizzando una mostra storica ed un convegno
con una portata che va oltre i confini locali e regionali
utilizzando in particolare la capillare rete di
comunicazione del mondo esperantista.
Il Comitato esecutivo ha nominato il Sig. Giacomino
Martinez (Nova Esperanto Friuli) responsabile dei
rapporti con il mondo Esperantista. Il Sig. Giacomino
Martinez può essere contattato al n° tel.
0432.530326 e/o all'indirizzo e-mail:
giacominomartinez[heliko]yahoo.it . La
manifestazione è anche presentata nel sito internet:
http://www.cornune.fiumeveneto.pn.it/
B -Data di svolgimento, sede e proaramma
La mostra ed il convegno intitolati "Don
Bianchini e l'Esperanto'' si terrà a Cimpello di
Fiume Veneto (PN) nel centro parrocchiale il giorno
Sabato 18 Giugno 2005 e sarà aperto a tutta
la popolazione con il seguente programma di massima:
|
1
|
Ore 17.00:
|
ritrovo dei convenuti con la
partecipazione comunitaria alla S. Messa officiata in
lingua esperanto
|
|
2
|
Ore 18.00:
|
saluto del coordinatore
dell'organizzazione e delle autorità
|
|
3
|
Ore 18.15:
|
– inizio del convegno che si
svolgerà secondo il seguente programma:
– Don Giacomo Bianchini pastore
d'anime.
Relatore: Rev.do Don Antonio Zanette,
editorialista conosciuto del mondo
ecclesiatico.
– Il contesto storico locale negli anni di
prelato di Don Bianchini.
Relatore: Prof. Giovanni Strasiotto, scrittore
noto e stimato della storia della nostra provincia e
del portogruarese
– L'esperienza esperantista di Don Bianchini
e la storia dell'esperanto.
Relatore: Prof. Carlo Minnaja, eminente scrittore
esperantista italiano
– Dibattito aperto alla partecipazione del
pubblico.
– Chiusura del convegno
|
|
4
|
Ore 20.30:
|
apertura della mostra riguardante
documenti foto libri di Don Bianchini e
dell'esperanto. A seguire visita guidata alla
mostra
|
S. E. Mons. Ovidio POLETTO Vescovo della
Diocesi di Concordia-Pordenone ha già assicurato la
propria presenza al Convegno che risulta già
patrocinato e sostenuto dall'Amministrazione Comunale di
Fiume Veneto.
Il Convegno è patrocinato dal CLUB UNESCO DI
UDINE.
Per raggiungere la sede del convegno:
Cimpello di Fiume Veneto si trova a sette chilometri da
Pordenone in direzione Portogruaro.
E' facilmente raggiungibile in quanto il centro del paese
è a circa 700-1000 metri dall'uscita CIMPIELLO della
A28.
(Inviato da Mario Liva per il gruppo Nova Espero
Friuli)
KRUC-VOJO: ORIGINOJ DE ANTIKVA
DEVOTECO
Ekde la origino de la Eklezio estis
ĉiam viva en la kredantoj konscio ke elaĉeto de
homoj okazis pere de sinofero de Kristo, la filo de Dio,
kiu fariĝis homo kaj akceptis morton sur la Kruco por
la pekoj de la mondo.
Oni konservas atestojn aperigitajn en la 5-a jarcento,
skribitaj pere de pilgrimantoj, kiuj iris al Jerusalemo
viziti sanktajn lokojn, kie Kristo travivis lastajn
okazintaĵojn de sia surtera vivo. En multaj el tiuj
lokoj, kiujn rememoras ankaŭ Evangelio, en kiu Kristo
- de palaco de Pilato al pinto Golgota - kovrita per pezo
la Kruco, estis konstruita unu preĝejo. Multaj
pilgrimantoj, reveninte el Sankta Lando, konstruis
preĝejojn laŭ la modeloj, kiujn ili vidis en tiuj
foraj landoj - aŭ - laŭ la eblecoj. Temas pri
niĉoj kaj kapeloj. Ili komisiitis iujn pentristojn
aŭ skulptistojn prezenti epizodojn de la Pasiono, por
teni ilin en viva rememoro. De tie venas komenco de tiu
praktika pieco konata kiel VIA CRUCIS. Ĝi konsistas el
meditado pri kelkaj epizodoj de la Pasiono, de juĝo al
kultado de fideluloj memore de paŝado de Jesuo Kristo
al Kalvario. Pere de tiu antikva devoteco vi ricevos pluan
impulson al la epoko de krucmilitoj - inter XII kaj XIV
jarcento, kiam estis eble rekonstrui itineron simila al tiu
kiu estis trairata de Jesuo Kristo tra la stratoj de
Jerusalemo. Kiam krucmilitistoj revenis, konstruis en siaj
landoj monumentojn por rememori la lokojn de la Pasiono: la
palacon de Pilato, Golgoton, Sanktan Tombon, cele oferti la
eblecon ankaŭ al tiuj, kiuj ne havis eblecon
entrepreni pilgrimon en Palestino, koncentriĝi en
meditado per prezentado kiu elvokadis la vojon de Kalvario
kaj sinoferon de Kristo.
Al la disvastigo de popola devoteco al la Krucvojo
kontribuas, krom aliaj bildoj, multaj libroj de meditado,
verkitaj ĉefe en Nederlando kaj aparte - speciale
disvastigado kaj praktikado pere de Fratoj Minoraj -
Franciskanoj , al kiuj oni konfidis gardadon de Sanktaj
lokoj ĝis la XIV-a jarcento.
Origine ĉi tiu ekster liturgia kutima praktikado ne
havis laŭregulajn normojn, tial ĝi apartenis al
kampo de privata devoteco. Variis nombro de la stacioj kiuj
enhavis la bildojn. Laŭ prezentadoj, kiuj alvenis el
malfrua Mezepoko, oni povas dedukti ke la scenejoj kaj ilia
prezentado dependis de la artisto mem. Nur ĉirkaŭ
je la duono de la XV jarcento, en popola arto de suda
Germanio, ekaperis la unuaj ciklaj prezentadoj de Pasiono
laŭ homogena maniero kaj sepope.
Nur en la jaro ´700 la eklezia aŭtoritato fiksis
la staciojn en nombro 14 kaj difinis la epizodojn de la
prezentado. Je peto de sankta Leonardo de Porto Maurizio,
kiu dum siaj predikadoj tra Italio starigis 572 kompleksojn
de Krucvojo, Papo Clemento XII, la 3-an de aprilo 1731,
publikigis fundamentajn normojn kun reguloj por la starigo
kaj konstruado de la Krucvojoj kaj aldonitajn indulgojn por
praktiko. Tiaj dispozicioj kun kelkaj modifoj estas
ankoraŭ nun validaj.
Al ĉiu haltejo estas konsiderataj diversaj epizodoj de
la Pasiono, kelkaj deduktitaj el la Evangelio, aliaj
verŝajne transigitaj de la tradicio, kiel la faloj sub
la ŝarĝo de la Kruco kaj la renkontiĝoj kun
la Patrino kaj kun Veronika.
Ne necesas ke la diversaj scenejoj de la Pasiono estu
prezentataj videble, tamen oni preferas ke ili estu
pentritaj aŭ skulptitaj por komprenigi emociige al
kredantaj partoprenantoj tian praktikon de pieco.
Dum unuopaj haltejoj kredantoj meditas pri krucumigo kaj
morto de Jesuo Kristo.
Por Katolika Sento kompilis J. Skalicka
MIA INTERNA BESTO
Nel 1993 in soli 4 giorni, dal 8 al 11
novembre, un'organizzazione danese chiamata "Cogito", ha
distribuito contemporaneamente in 20 città europee
"La mia bestia interiore" una statua alta m. 2,30 in
calcestruzzo ed ossido di ferro dal peso di 1000 Kg. dello
scultore danese di fama mondiale Jens Galschiot. Le
statue furono collocate in zone centrali delle diverse
città senza alcun permesso e nessun preavviso: si
era voluto fare una provocazione!
Questa scultura, come si può vedere dalle foto,
ritrae una personaggio che indossa un lungo cappotto e che
presenta testa e zampe di maiale. Secondo l'autore, questa
scultura simboleggia la bestia che è in noi e che
ogni tanto fuoriesce provocando razzismo, xenofobie,
prevaricazione ed altre forme di intolleranza.
Come dicevo, questa "bestia" è stata abusivamente
collocata in 20 importanti città europee, in Italia,
a Milano, è stata collocata in Piazza Argentina
(Corso Buenos Aires) il giorno 09.11.1993 alle ore 22,42.
Era il periodo di "mani pulite" e in quella piazza abitava
un noto magistrato. Si è subito pensato ad un
moderno "cavallo di Troia", magari imbottito di dinamite,
quindi sono intervenuti gli artificieri, la Digos e quanti
altri, e si è deciso alla fine per il sequestro
della statua. Il giorno seguente l'organizzazione danese
inviava dei fax ai Sindaci ed alla polizia delle varie
città per comunicare loro che la scultura era da
considerarsi un dono alle città medesime, le quali
erano pregate di esporla in qualche piazza o parco, come
simbolo contro il razzismo e l'intolleranza.
Fino a 2 anni fa, di queste 20 sculture, solo 12 erano
state effettivamente esposte al pubblico, mentre le
rimanenti 8, tra cui quella di Milano. erano depositate
sotto sequestro in magazzini comunali.
Si dà il caso che lo scultore Jens Galschiot sia
esperantista e, quindi, in data 24.04.2003, ha inviato una
lettera in Esperanto alle associazioni esperantiste dei
paesi nei quali la "bestia" risultava ancora sotto
sequestro, invitandole a far ricerche per ritrovarla e
quindi far pressione sulle le autorità competenti,
perché fosse collocata in qualche piazza o parco
cittadino. Ricevuta questa richiesta, la nostra
associazione esperantista milanese si è subito
attivata riuscendo a individuare il luogo di deposito della
medesima. Quindi ha rivolto formale richiesta all'
autorità competente perché fosse espota al
pubblico, ricevendo però risposta negativa.
Perciò, dopo qualche inutile tentativo in tal senso,
mi sono fatto avanti io, come privato cittadino, chiedendo
di poter venirne in possesso; cosa che è avvenuta
dopo varie richieste burocratiche. Ora questa "Mia interna
besto" fa bella mostra di se nel "Esperanta ĝardeno"
assieme alle mie altre opere esperantiste, in attesa di una
degna inaugurazione ufficiale, alla quale forse
parteciperà un personaggio di fama mondiale, mentre
il Sindaco di Cormano ed alcuni giornalisti hanno
già garantito la loro presenza.
Lo scopo di tutto questo, penso sia abbastanza chiaro:
Coinvolgere e pubblicizzare l'Esperanto!
Johano el Kor-mano
I radicali e la benedizione URBI et
ORBI
Da tempo ci è stata segnalata una
dichiarazione di Giorgio Pagano di un anno fa (datata 11
aprile 2004, giorno di Pasqua) che compare nel sito
internet: "http://lnx.internacialingvo.org/eo/" (pag.3).
Non è stato possibile riferirne prima d'ora per
mancanza di spazio. Eccone il testo:
Il Papa: 10 anni di Esperanto. Ma a chiesa, scuole e
università cattoliche non importa.
Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario
dell'Associazione Radicale Esperanto.
Esattamente nel 1994, dieci anni fa, il Partito Radicale,
in occasione di una grande marcia di Pasqua per
l'abolizione della Pena di morte del mondo organizzata da
Nessuno Tocchi Caino, e l'Associazione radicale Esperanto
con una manifestazione in Piazza San Pietro, chiesero al
Santo Padre d'utilizzare l'Esperanto per la consueta
Benedizione "Urbi et Orbi".
L'obiettivo era, ed é, grazie all'autorità di
quella Voce tentare di porre al mondo l'attenzione su una
lingua giusta (perché non c'é Pace senza
giustizia, anche linguistica) che, se globalmente adottata,
eviterebbe ben altri assassinii e genocidi: quelli di
lingue e culture.
La scomparsa di quest'ultime segnano la morte d'interi
popoli che, privati della loro lingua e cultura, divenuti
senz'anima, assurgono a pure entità geografiche,
conquistati così senza sparare un solo colpo di
fucile.
Da allora, per dieci anni consecutivi, la Guida del mondo
Cattolico ostinatamente dà i Suoi auguri e la Sua
benedizione "urbi et orbi" a Pasqua e a Natale in
Esperanto.
Che l'Esperanto sia, con tanta costanza ed ostinazione, tra
quelle poche decine di lingue che vengono utilizzate dal
Pontefice tra e migliaia del mondo, é senz'altro
segnale e Simbolo importante.
Non di questo avviso sono state e sono però la
Chiesa, le Università, le scuole cattoliche che, in
dieci anni, non un convegno, non una cattedra hanno
impegnato rispetto ad una tale, importante e reiterata
attenzione del Pontefice."
A questo punto sono doverose alcune considerazioni:
- Ci complimentiamo con i radicali, che hanno puntualmente
ricordato il 10° anniversario dell'evento. Noi
purtroppo ce ne siamo dimenticati, malgrado tale data sia
scritta a chiare lettere al centro dei mosaici del nostro
santuario esperantista di Rimini. Ci rammarichiamo di
questa nostra mancanza e ce ne scusiamo con i lettori.
- Nel sito internet citato compare la foto dello striscione
con la scritta in esperanto "NE ESTAS PACO SEN JUSTECO" che
i radicali dell'E.R.A. hanno esposto in piazza S.Pietro il
giorno di Pasqua 1994 durante la manifestazione sopra
citata. È probabile che Giorgio Pagano abbia pensato
che sia stata la loro scritta a suggerire al Papa gli
auguri in esperanto. In realtà non è
così e don Duilio glielo ha segnalato; la richiesta
al Papa era stata avanzata dallo stesso don Duilio, allora
presidente dell'IKUE, e quindi la presenza di quella loro
scritta è stata solo una felice coincidenza.
- Dobbiamo questa volta dare ragione ai radicali quando
rilevano l'indifferenza dei centri culturali della Chiesa
nei confronti dell'esperanto, indifferenti anche di fronte
all'attenzione dimostrata dal Pontefice.

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COMITATO CENTRALE U.E.C.I.
Presidente: Giovanni
DAMINELLI, via Lombardia 37, 20099 Sesto
S.Giovanni (MI) – tel. 02.2621149
Vice presidente: Paola AMBROSETTO, via
Emo 9/C, 30173 Mestre (VE) – tel. 041.5341532
– fax 041.612516
Segretario generale: Diego FIUMARELLA
(delegato giovanile), Corso Italia 11, 10090 Castagneto Po
(TO) – tel. 011.9132048
Consiglieri: don Duilio MAGNANI
(segretario per l'informazione), viale C.Zavagli 73,
47900 Rimini, tel.-fax 0541.26447
Giovanni CONTI (cassiere e organizzazione
congressi), via F.Filzi 51, 20032 Cormano (MI)
– tel. 02.66301958 – fax 02.66302110
Luciano MANTAUT, Via Arno 44, 10148 Torino TO,
tel. 011.2266762
Ionne DE ANGELI BERTOZZI, via Quercioli 114,
54100 Massa (MC) – tel. 0585.792066
Silvia GARNERO, Via Cavour 40, 10036 Settimo
Torinese (TO) – tel. 011.8000078 oppure
0118012635
Assistente Ecclesiastico: mons. Giovanni
BALCONI, p.zza Duomo, 16, 20122 Milano, tel.
02.878014 (ab.) - 02.8556274 (Curia);
Grafica e impaginazione di Katolika Sento:
Mario GUlLLA, via Benadir 62, 13100 Vercelli,
tel. 0161.259397
Nota bene: Tutte le comunicazioni
alla redazione di Katolika Sento, vanno spedite al
presidente UECI.
- Per i versamenti in denaro utilizzare il c.c.p. n.
47127675 intestato a UNIONE ESPERANTISTA CATTOLICA
ITALIANA (U.E.C.I.) ricordando di mettere sempre la
causale del versamento.
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Aforismo Oni diras, ke erari estas home,
ĉefe se estas ni kiuj eraras.
***
Aforismo de Beresdorf Hodiaŭ du trionoj de
la loĝantaro vivas en la grandaj urboj aŭ en la
ĉirkaŭaĵoj, la alia triono sur
aŭtoŝoseo atendas eblecon eliri.
(sendis M.Luisa Faiella)
***
Hundobapto Signorino, al sia paroĥestro:
- Mi volas ke vi baptu mian hundeton.
- Neeblas! oni tute ne rajtas bapti hundojn.
Tial la sinjorino ofertas tiom grandan monsumon ke la
pastro ne povas rezigni; do li organizas por la hundeto
malgrandan cerimonion baptoŝajnan.
Oni sciigis la aferon al la episkopo, kiu tuj alvokis la
paroĥestron:
- Kion vi faris!? Vi sakrilegiis...
La paroĥestro pardonpetas kaj aldonas siajn
pravigojn:
- La paroĥejo estas malriĉa... Finfine, oni faris
malbonon al neniu... kaj nun, kun tiom da mono, oni povas
fari multe da bono...
La episkopo iomete resereniĝas kaj konkludas:
- Bone, iru! Sed memoru ke la sakramento de konfirmacio
estas tasko mia.
( anonima)
***
Pri katolikoj Konfidas franca ĵurnalisto:
"Se mi en TV diras ion negativan pri islamanoj, oni min
maldungas; se tion mi diras kontraŭ hebreoj, oni min
denuncas; se mi esprimas hezitemon pri Budhaismo, oni
indigniĝas; se mi kritikas iun aŭ alian
protestantan konfesion, oni min silentigas; se mi kalumnias
katolikojn, oni min promocias".
(sendis Armando Zecchin)
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Brodistino Iu ambasadoro vizitas Ĉinion kun
sia edzino. Tagmanĝante ĉe ĉina restoracio,
la edzino, rimarkas la belegajn brodaĵojn de la
buŝtukoj kaj petas la kelneron havigi al ŝi tian
buŝtukon. Reveninte hejmen la ambasador-edzino brodas
sur la antaŭo de sia bela vesto tiujn ĉinajn
dezegnaĵojn.
Iom poste, estas gastoj ĉe la ambasadoro ĉinaj
delegitoj kaj, honore al la gastoj, la ambasadorino
surmetas sian bele broditan veston; sed ne ĉio
ŝajnas en ordo, ĉar la interpretisto ne povas
reteni rideton…Konfuziĝinte ŝi
demandas:
- Pri kio vi ridetas?
- Pardonu min, sed sur via brusto oni legas: "Bona
manĝaĵo, bona servo kaj ne multekosta"!
(sendis Silvia Garnero)
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En Kana Post la miraklo de la akvo iĝinta
vino, farita de Jesuo, kelkaj flustris:
- Jen ulo nepre invitenda ankoraŭ.
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Napoleono Dum la napoleonaj invadoj en Italio,
francaj militistoj kutimis diri:
- Vi italoj estas ĉiuj ŝtelistoj!
Italoj respondis:
- Ĉiuj ne, sed Bonaparte jes.
***
Ĉe manĝejo - Ni havas tre bongustan
bov-langon por vi, sinjoro.
- Ho ne, min naŭzas io elveninta de iu buŝo.
Bonvolu doni al mi simplan ovon.
(sendis Felice Sorosina)
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